Cuba controllerà 50 leggi per attualizzare le normative per l’attenzione alla violenza contro le donne e le bambine

«Cuba controllerà 50 leggi, creando commissioni per ognuna per decidere se si creerà una legge integrale per l’attenzione alla violenza contro la donna o se la s’includerà in altre leggi», ha dichiarato in un’intervista al portale Cubasí la Dr.Mariela Castro Espín, Presidente del Centro Nazionale d’Educazione Sessuale.

Cuba controllerà 50 leggi, creando commissioni per ognuna per decidere se si creerà una legge integrale per l’attenzione alla violenza contro la donna o se la s’includerà in altre leggi», ha dichiarato in un’intervista al portale Cubasí la Dr.Mariela Castro Espín, Presidente del Centro Nazionale d’Educazione Sessuale (Cenesex).

Il Cenesex, ultimamente si è unito a più istituzioni e organizzazioni della società civile e dello Stato per avanzare con campagne e azioni concrete che aiutino a realizzare una miglior politica di protezione della donna nei cambi legislativi che derivano dal cambio costituzionale e che prevedono d’attendere questa realtà, ha segnalato la specialista.

Mariela Castro Espín ha segnalato che lo Stato cubano si occupa del tema e che questo s’è visto durante il 1º Simposio Internazionale Contro la Violenza, basato nel genere, nel turismo sessuale, la tratta delle persone e la prostituzione, e si è accordato che nel programma nazionale d’educazione e salute sessuale si attenda il Programma d’Attenzione a Tutte le Forme di Violenza.

«In settembre abbiamo consegnato al Ministero di salute Pubblica la proposta della Politica d’Educazione Integrale della Sessualità e dei Diritti Sessuali e in questa politica è compreso il programma d’attenzione alla problematica della violenza», ha dettagliato.

Poi ha denunciato che ci sono attacchi per togliere prestigio alle nostre istituzioni e alle persone concrete, e partendo da tergiversazioni delle sue parole e dagli sforzi sul tema «sono cominciati gli attacchi ingiusti senza fondamenta, con un’ignoranza e una mancanza di conoscenza profondi che non ci aiutano ad avanzare nella tematica», ha detto.

Inoltre ha denunciato che: «C’è mlto denaro proveniente soprattutto dal governo degli Stati Uniti per 5 chiese evangeliche principali, che sono quelle che stanno cercando di sabotare molte iniziative, e che stanno utilizzando questo termine di ideologia di genere, creato da un vescovo cattolico negli anni ’60 giustamente per screditare i passi avanti internazionali nel campo dei diritti delle donne e del pensiero d’origine marxista in relazione a questa tematica.

E la nostra Rivoluzione, come ha detto Fidel, ha diritto di difendersi, ha il diritto di difendere le sue conquiste sociali e i diritti che si è riusciti ad inserire nella Costituzione e in tutto il sistema legislativo, che sta già cambiando, partendo dal cambio costituzionale».

Come messaggio alle donne cubane, Mariela Castro ha inviato la sollecitudine «studiamo, prepariamoci bene perchè molte persone cadono nelle trappole delle campagne per screditare i nostri sforzi».

Ugualmente ha chiamato a non agire in maniera isolata: «Dobbiamo unirci, fare alleanze perchè quando facciamo alleanze e ci uniamo otteniamo effettività, realizziamo davvero cambi e per questo non si deve seguire il gioco dei nemici della Rivoluzione, dobbiamo unirci, le organizzazioni e le istituzioni dove realmente stiamo lavorando, ed essere aperte a tutte le idee veramente sincere e impegnate con l’opera rivoluzionaria».

Mariela Castro Espín, a proposito delle origini di questo problema sociale, nel mezzo della Giornata Nazionale per la non violenza contro le donne e le bambine, ha segnalato che proviene da secoli ed è stato espresso da un luogo di potere. Ha inoltre segnalato il ruolo della chiesa cattolica, di come ha fomentato nove secoli di persecuzione contro le donne.

«Attualmente, ha detto, ci sono paesi dove la donna è totalmente schiava e soffre molto. Già negli anni ’70 sono sorti termini più specifici come “femminicidio” che allude principalmente – dal lavoro sviluppato dall’antropologa messicana Marcela Lagarde- all’irresponsabilità e l’abbandono dello Stato di fronte al problema. Esistono studi che differenziano quello che è un omicidio da un femminicidio e li caratterizzano.

La direttrice del Cenesex ha ricordato le lotte per i diritti delle donne nel mondo, i movimenti femministi e le organizzazioni delle donne che, vincolate allo studio scientifico hanno apportato maniere di pensare e agire in questi temi ed hanno suggerito proposte di leggi.

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