Diaz-Canel evoca Fidel Castro nella Giornata della Ribellione Nazionale

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Il presidente Miguel Diaz-Canel ha evocato Fidel Castro e la generazione che ha preso le armi, ha abbattuto la dittatura di Fulgencio Batista ed ha portato la Rivoluzione Cubana alla vittoria.  

Il mandatario l’ha fatto nella Piazza della Patria di Bayamo, capoluogo della provincia orientale di Granma, sede dell’atto nazionale per il Giorno della Ribellione Nazionale, al quale ha assistito il primo segretario del Partito Comunista di Cuba, Raul Castro.

È stato proprio qui dove il leader storico della Rivoluzione ha pronunciato il suo ultimo discorso per questa data storica, ha affermato.

Diaz-Canel ha ricordato le ragioni per le quali Fidel Castro abbia scelto Santiago di Cuba e Bayamo per attaccare le caserme della tirannia in quelle città il 26 luglio 1953.

Ha menzionato la prodezza ed il patriottismo dell’Oriente cubano, dove è iniziata la lotta per l’indipendenza dalla Spagna ed in seguito la guerra diretta da Fidel Castro e dell’Esercito Ribelle sulle montagne della Sierra Maestra.

Ha anche evocato Antonio Ñico Lopez, Ernesto Che Guevara ed altri che hanno offerto il loro sforzo e perfino la vita per la liberazione di Cuba.

Aggiunto che prima della Rivoluzione, la maggioranza dei contadini cubani vivevano in condizioni di disperazione e miseria, fatto che ha giustificato si dettasse la Riforma Agraria, una delle prime trasformazioni della Rivoluzione, dopo il suo trionfo il 1º gennaio 1959.

La Legge di Riforma Agraria è stato un atto di giustizia sociale, ha sottolineato, ed ha denunciato la Legge Helms-Burton per la quale il governo degli Stati Uniti pretende rubare le terre e le proprietà legittime del popolo cubano.

Cuba ha cambiato, ma non l’affanno degli Stati Uniti per possederla, ha concluso.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

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