Firme che sono sentimenti verso il Venezuela

I cubani si sono sommati in massa all’appoggio, con la loro firma, alla lettera dei venezuelani per il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, pronunciandosi contro le manovre senza scrupoli di Donald Trump.

Le manifestazioni di protesta per tutte le aggressioni del Governo degli Stati Uniti contro la Rivoluzione Bolivariana e il suo popolo, sono state molto forti negli ultimi giorni non solo in Venezuela, ma anche nel nostro paese.

I cubani si sono sommati in massa all’appoggio, con la loro firma, alla lettera dei venezuelani per il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, pronunciandosi contro le manovre senza scrupoli di Donald Trump, che non rispettano il diritto di ogni paese all’autodeterminazione.

A Matanzas, i lavoratori del Partito e del Governo hanno partecipato a questa iniziativa alla quale si sono aggiunte molte altre persone nel centrale Parco della Libertà, dove in breve tempo si sono riunite centinaia di persone per denunciare l’aggressività dell’amministrazione Trump, e reclamare il diritto della nazione sudamericana a vivere in pace, senza ingerenze straniere.

Le manifestazioni di protesta per tutte le aggressioni del Governo degli Stati Uniti contro la Rivoluzione Bolivariana e il suo popolo sono state molto forti negli ultimi giorni, non solo in Venezuela ma anche nel nostro paese.

I cubani si sono sommati in massa all’appoggio, con la loro firma, alla lettera dei venezuelani per il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, pronunciandosi contro le manovre senza scrupoli del presidente degli USA, Donald Trump che non rispettano il diritto di ogni paese all’autodeterminazione.

Alfredo La Rosa Andreu, leader sindacale, ha condannato le continue azioni degli USA che hanno l’obiettivo di far cadere il governo legittimo di Nicolás Maduro, e ha assicurato che ancora una volta i cubani resteranno uniti per appoggiare il popolo venezuelano.

Un’altra mostra di solidarietà con il fraterno paese si è svolta nella sede della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC) a Matanzas, dove sono state raccolte decine di firme in appoggio alla Rivoluzione Bolivariana.

Osmar Ramírez Ramírez, segretario generale della CTC in questa provincia, ha commentato che presto o tardi la giustizia riconoscerà la volontà della lotta di una nazione che non si arrende ai piedi dell’impero, nonostante gli attacchi e le minacce.

Poi ha sottolineato che, con queste firme, Cuba denuncia ancora una volta alla comunità internazionale la scalata delle pressioni e le manovre degli USA per giustificare un’aggressione straniera contro il Venezuela.

PINAR DEL RÍO HA APPOGGIATO LA CAMPAGNA «NON PIÙ TRUMP»

Nella più occidentale delle province, il reclamo del popolo cubano perchè termini la brutale aggressione dell’amministrazione statunitense contro il Venezuela è stato guidato dai giovani.
Dai loro centro di studio o di lavoro, decine di migliaia di alunni e professori, operai e professionisti formati dalla Rivoluzione negli ultimi anni hanno firmato il loro appoggio alla nazione sudamericana e al governo del presidente Nicolás Maduro.

«Non è corretto quello che stanno facendo a questo paese fraterno», ha detto il “pinareño” Luis Felipe Benítez, studente del quinto anno d’Ingegneria Industriale, nell’Università Hermanos Saíz Montes de Oca.
«Si stanno violando i diritti del popolo venezuelano. È una cosa disumana.
Non possiamo permettere stando zitti che continui a succedere».

Per Andro Lázaro Arias, alunno del quarto anno della facoltà di Geologia, è ben chiaro che l’ultima cosa che interessa alla Casa Bianca è il benessere dei venezuelani… «La vera ragione di questo assedio criminale è il petrolio, con altre risorse naturali importanti che possiede questo paese».
«Donald Trump è un magnate, e pensa come tale», ha coinciso il professore di Contabilità e Finanze Daniel Falcón.

Di fronte a questa realtà, Edenia Abreu ha assicurato che per la comunità cubana, porre la firma in appoggio al Venezuela «è una maniera di seguire i precetti di solidarietà e internazionalismo che abbiamo sempre praticato», ed ha avvisato che nonostante l’ostilità yanquee, «la collaborazione tra i nostri due popoli non smetterà».

Con argomenti simili, una generazione che si è forgiata nello spirito di resistenza, al quale l’imperio non ha potuto togliere nè l’allegria né i sogni, alza la sua voce in appoggio alla Patria di Bolívar e ripete con l’Apostolo: «Dimmi Venezuela cosa posso servirti: in me tu hai un figlio».

Solo a Pinar del Río, in una genuina mostra di solidarietà con la nazione sudamericana, svolta in circa 790 centri di lavoro o studio degli 11 municipi, circa 46.500 persone di tutte le età hanno espresso la loro condanna delle azioni d’ingerenza e unilateralismo promosse dal Governo statunitense.

PRECISIONI:

Dal 9 al 13 settembre è stato realizzato un processo di raccolta di firme nei centri di lavoro e di studio de L’Avana, Artemisa, Mayabeque, Matanzas e Pinar del Río, in appoggio e solidarietà con il Venezuela, con la Rivoluzione Bolivariana e chavista, con l’unione civico-militare del suo popolo e il suo legittimo presidente Nicolás Maduro Moros.

I lavoratori cubani in ognuna di queste provincie, in rappresentazione di tutto il paese, hanno ratificato con le loro firme l’appoggio al Governo e al popolo venezuelani, di fronte alle aggressioni degli Stati Uniti.

Questo processo d’appoggio solidale è stato convocato dalla Centrale dei Lavoratori di Cuba.

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