27 ottobre 1962 – 27 ottobre 2019 per non dimenticare Giovanni Ardizzone

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Il 27 ottobre 1962, nel periodo della cosiddetta “Crisi dei missili” che mise in pericolo la stabilità dell’area tra Cuba e gli Stati Uniti, la CGIL organizzò una grande e pacifica manifestazione a favore della pace nel mondo e contro le minacce statunitensi nei confronti di Cuba per un attacco militare. Tutto si svolse tranquillamente ma giunti in prossimità di Piazza del Duomo la polizia attaccò a freddo il corteo lanciando le jeep a forte velocità e una di queste uccise il giovane studente di medicina Giovanni Ardizzone ferendo altri due compagni, un operaio e un muratore.

L’assurda morte di Giovanni Ardizzone provocò uno sdegno immenso in tutta Italia e due giorni dopo le fabbriche dell’area di Milano proclamarono uno sciopero generale con una grande partecipazione.

Ancora oggi, dopo 57 anni, ricordare il sacrificio di Ardizzone, significa riaffermare l’importanza della battaglia per la pace.

Oggi assistiamo all’aggressione turca contro il popolo Curdo, senza alcun rispetto dei diritti umani, l’esercito di Erdogan massacra un intero popolo giustiziando in modo sommario soldati e civili. In un mondo nel quale le politiche neoliberiste generano conflitti alimentati da interessi economici e militari, che moltiplicano e generano spaventose tragedie per le popolazioni di interi Continenti.

Infatti, gli esodi da guerre e povertà, sono gli effetti di quelle politiche. Pensare di affrontare questi processi migratori con la chiusura dei confini o l’innalzamento di muri, alimentando paure che sfociano in atti di razzismo e xenofobia, è inumano oltre che inefficace.

Ricordiamo Giovanni Ardizzone
a 57 anni dalla sua morte,
domenica 27 ottobre 2019 dalle ore 11,00
in Via Mengoni angolo Piazza del Duomo

 

M’han dit che incö la pulisia
a l’ha cupà un giuvin ne la via;
sarà stà, m’han dit, vers i sett ur
a un cumisi dei lauradur.

Giovanni Ardizzone l’era el so nom,
de mesté stüdent üniversitari,
comunista, amis dei proletari:
a l’han cupà visin al noster Domm.

E i giurnai de tüta la tera
diseven: Castro, Kennedy e Krusciòv;
e lü ‘l vusava: «Si alla pace e no alla
[guerra!»
e cun la pace in buca a l’è mort.

In via Grossi i pulé cui manganell,
vegnü da Padova,
specialisà in dimustrasiun,
han tacà cunt i gipp un carusel
e cunt i röd han schiscià l’Ardissun.

A la gent gh’è andà inséma la vista,
per la mort del giuvin stüdent
e pien de rabia: «Pulé fascista –
vusaven – mascalsun e delinquent».

E i giurnai de l’ultima edisiun
a disen tücc: «Un giovane studente,
e incö una gran dimustrasiun,
è morto per fatale incidente,
è morto per fatale incidente,
è morto per fatale incidente».

(Ballata dell’Ardizzone – Ivan della Mea. 1962)

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