Governo boliviano chiede una risposta chiara all’opposizione sull’auditing

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Il Governo della Bolivia ha fatto un appello agli attori sociali, precisamente all’alleanza oppositrice Comunidad Ciudadana (CC) affinché offra una risposta chiara sulla sua partecipazione nell’auditing dei risultati delle elezioni del 20 ottobre.

In una conferenza stampa nella Casa Grande del Popolo (sede del governo), il ministro di Comunicazione, Manuel Canelas, ha assicurato “noi vogliamo che il principale partito dell’opposizione condivida l’auditing internazionale che si realizzerà”.

Il titolare ha spiegato che CC non ha una posizione chiara e data la situazione tesa che vive il paese “dobbiamo essere responsabili”.

Ha fatto notare che la forza diretta dall’ex mandatario Carlos Mesa ha usato termini drammatici come “monumentale frode nei suffragi” e quattro giorni dopo, fatto totalmente irresponsabile, ha presentato prove che sono risultate false.

Ha aggiunto che questa stessa mancanza di serietà e di opinione si è vista col tema dell’auditing, per questo “non è corretto quello che ha appena risposto Mesa nel dipartimento di Santa Cruz”.

Ha reiterato l’esigenza di una posizione chiara ed ha affermato che nulla è meglio di un arbitro internazionale, e su questo argomento abbiamo già parlato con Messico, Paraguay, Perù, Nazioni Unite e l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA).

“Il risultato che determini l’auditing è quello che dirà se o no ci sarà un secondo turno”, ha assicurato ed ha ricordato le parole del fine settimana del presidente del paese, Evo Morales, che garantisce che questo giudizio sarà vincolante.

Ha annunciato che nelle prossime ore il cancelliere, Diego Pary, informerà sui termini dell’auditing ed ha sottolineato che “siamo in una congiuntura eccezionale, non molto positiva, per questo è indispensabile che si risolva”.

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