“Ahora sí, guerra civil”: il popolo boliviano da El Alto a La Paz scende in campo a difesa di Evo Morales

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I manifestanti di El Alto, in Bolivia, si sono mobilitati, in difesa del presidente eletto costituzionalmente e senza brogli come ormai è stato chiarito, Evo Morales, costretto a rassegnare le dimissioni dopo il colpo di Stato compiuto nel paese sudamericano che lo riporta direttamente ai tempi tristi delle dittature militari.

Nei video che in queste ore convulse drammatiche si vedono manifestati, con la bandiera Whiphala – rappresentativa dei popoli nativi che vivono nei territori andini che facevano parte del Tahuantinsuyo (ossia l’antico Impero Inca) – bruciata dai golpisti e rimossa dalle uniformi della polizia passata dalla parte del golpe.

Il presidente ormai deposto tramite il social network Twitter ha invitato il popolo a “proteggere la pace e di non cadere nella violenza”.

Mentre arrivano notizie di almeno venti feriti tra la polizia schierata con i golpisti e seguaci del presidente scesi in campo contro il golpe.

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