5 installazioni alberghiere cubane sono entrate nella lista nera USA

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Il Dipartimento  di Stato nordamericano ha annunciato l’ampliamento della lista delle entità cubane vietate agli statunitensi, alla quale si sommeranno da oggi lunedì 17, altre cinque installazioni alberghiere.

Questa relazione era stata resa pubblica l’8 novembre del 2017 come parte delle misure dell’amministrazione  di Donald Trump per limitare ulteriormente il commercio con l’Isola dei Caraibi e i viaggi dei nordamericani, e impedisce ai cittadini degli USA di fare transazioni finanziarie dirette con le entità e le vice entità  che cita.

Le nuove inclusioni,  che saranno effettive dal 19 novembre, sono il Gran Hotel Bristol Kempinski, ubicato a L’Avana, la capitale del paese; il Grand Aston Varadero Resort, localizzato nel famoso balneario di Varadero, in provincia di Matanzas.

Sono vietati ai viaggiatori nordamericani anche il Grand Aston Cayo Las Brujas Beach Resort y Spa, il Gran Muthu Imperial Hotel e il Gran Muthu Rainbow Hotel, tutti e tre localizzati nell’arcipelago  Jardines del Rey.

La notizia dell’ampliamento di questa discutibile lista contro l’Isola più grande delle Antille è stata diffusa il giorno prima delle celebrazioni a Cuba dei 500 anni dell’anniversario della fondazione de L’Avana, una data attorno alla quale sono state realizzate importanti attività a livello nazionale  e internazionale.

In un comunicato appena diffuso, il segretario nordamericano di Stato, Mike Pompeo, ha spiegato che la data di questa nuova aggressione contro l’Isola è relazionata precisamente a questa commemorazione.

Con la sua dichiarazione Pompeo accusa le autorità della nazione vicina di mancanze nella sua gestione economica e presunte violazioni dei diritti umani ed ha di nuovo parlato della solidarietà di Cuba con il Venezuela e il governo costituzionale di Nicolás Maduro.

Nuovamente il testo omette i gravi danni economici che provoca nell’Isola il blocco imposto da  Washington da quasi i 60 anni, una politica condannata ancora una volta in questo mese nella ONU dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale, considerata la principale violazione dei diritti umani dei cubani.

Dalla  sua pubblicazione iniziale alla fine del 2017, la lista di circa 200 entità e sub-entità cubane ristrette è stata attualizzata con nuovi nomi in altre cinque occasioni, includendo quella attuale.

Cuba ha definito arbitraria questa lista, formata da una diversità di strutture che, si presume, sono vincolate al settore della difesa e della sicurezza nazionale.

Nella lista ci sono i ministeri  delle Forze Armate e degli Interni, la Polizia Nazionale Rivoluzionaria,  imprese, società anonime, la Zona Speciale di Sviluppo  Mariel, e i Terminali dei contenitori di Mariel e l’Avana, oltre a una grande quantità di hotels.

La relazione forma parte dell’indurimento del blocco dopo la decisione di Trump d’annullare il processo di avvicinamento iniziato tra i due paesi durante l’esecutivo del suo predecessore, Barack Obama (2009-2017).

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