Nessuno potrà cancellare l’impronta amorosa di Cuba in Bolivia e in Ecuador

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«Torniamo vittoriosi. Non ci sentiamo sconfitti. Veniamo con la nostra fronte alta e la nostra missione compiuta, perchè lì ci sono i risultati che nessun colpo di Stato potrà mai cancellare, come nessun regime che nei prossimi anni occupi il destino della Bolivia».

In questi giorni tornano in Patria i medici che prestavano i loro servizi in Bolivia e in Ecuador, che lasciano là i loro pazienti, le famiglie con scarse risorse ma molta gratitudine verso coloro che li hanno assistiti, li hanno curati e convivevano con loro nelle stesse comunità.

«Abbiamo vissuto giorni di grande tristezza», dice la Dr.  Nirza García Valdés, specialista in Chirurgia generale, che lavorava nel dipartimento boliviano di Santa Cruz, alludendo ai giorni successivi al colpo di Stato nel paese contro il presidente Evo Morales Ayma–, giorni di provocazioni e maltrattamenti per la nostra integrità fisica».

«Ma nemmeno nei momento di maggior pericolo ci siamo sentiti deboli. Siamo rimasti sino all’ultimo momento ai nostri posti d’assistenza, appoggiando la salute del fraterno popolo boliviano sino a che non è stato più possibile continuare», afferma la specialista di Bayamo.

«Torniamo vittoriosi. Non ci sentiamo sconfitti. Veniamo con la nostra fronte alta, la nostra missione compiuta, perché lì ci sono i risultati che nessun colpo di Stato potrà mai cancellare, come  nessun regime che nei prossimi anni occupi il destino della Bolivia».

«Là ci sono le vite salvate, ci sono i pazienti grati e là resterà sempre l’impronta di Cuba e dei suoi collaboratori all’estero».

IN OGNI MOMENTO CI SIAMO SENTITI PROTETTI DAL NOSTRO PAESE 

Alfredo Escobar Bernal, gastroenterologo,  ha ringraziato il Governo cubano per non lasciare soli i compatrioti che hanno sofferto le conseguenze del colpo di Stato in Bolivia.

«Quando è avvenuto, ha detto, io ero a  Santa Cruz ed ho vissuto assieme ad altri compagni momenti di grande incertezza per la tensione che gradualmente si accentuava con scontri molto duri tra i boliviani. Ci sono state situazioni nelle quali abbiamo sentito l’appoggio delle persone che riconoscono il valore della collaborazione cubana, ma altri partitari del colpo approfittavano per diffamare Evo Morales e il suo governo  in nostra presenza.

Siamo stati protetti, non ho alcun dubbio,  dalle autorità del nostro paese in ogni momento attraverso il canale diplomatico e anche dal personale responsabile della missione medica. Sono sempre stati molto  attenti alla nostra sicurezza».

Sino a lunedì 18 sono tornati a Cuba 431 professionisti della salute dalla Bolivia. Oggi si attende un altro gruppo da questa nazione e anche dall’Ecuador, dove le autorità del paese hanno posto fine all’accordo governativo bilaterale al rispetto.

Recentemente, nell’Assemblea Generale della ONU, il Cancelliere cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha chiarito che i programmi di collaborazione- quelli   che stanno soffrendo attacchi patrocinati dall’attuale governo degli Stati Uniti-   sono indirizzati verso le comunità  più povere.  Sono basati sulla solidarietà,  la disposizione liberamente volontaria di centinaia di migliaia di professionisti cubani e si eseguono sulla base di accordi di cooperazione firmati con i governi di questi paesi e godono da molti anni del riconoscimento della comunità internazionale di questa stessa Organizzazione e dell’Organizzazione Mondiale della Salute, come mostra esemplare della Cooperazione Sud – Sud.

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