Dalla mattina, sulla scalinata

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Dalla scalinata dell’Università de L’Avana, l’omaggio a Fidel.

Scalinata dell’Università de L’Avana. La notte è sveglia. Gli stessi luoghi che ti hanno visto camminare tante volte nei corridoi e difendere con la forza del tuo cuore la continuità della lotta indipendentista del paese, la stessa nella quale ti formasti come rivoluzionario, smentisce gli addi e pianti di Cuba intera di tre anni fa.
Colma di giovani di tutte le età, perchè la continuità della tua opera ci riguarda tutti, la casa di alti studi torna a sentire i tuoi passi da gigante, di leader indiscutibile del mondo studentesco cubano, di difensore del popolo, questo che oggi t’invoca e canta.

Per vederti trasformato in versi, canzoni e musica, è venuto e renderti omaggio con gli artisti tutto un popolo guidato da questo figlio dei tuoi ideali martiani, come te, seguace del tuo esempio, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Presidente della Repubblica di Cuba, con il Comandante della Rivoluzione e membro del Burò Politico del Partito Ramiro Valdés, ed anche il teologo Frei Betto, tra le tante personalità e dirigenti cubani. Sei dappertutto nelle note dell’inno che suona più veemente se pensiamo in te, come ha detto Susely Morfa, prima segretaria della UJC.

Nelle parole della giovane dirigente, quando sei partito dal mondo, hai intrapreso la marcia verso l’immortalità e acquisito un’altra dimensione. Ti ha ricordato come soldato esemplare, che ci ha insegnato ad eliminare la parola resa.
«Fidel è diventato presenza e non ci ha abbandonato nemmeno un istante, perchè ci accompagna in ogni battaglia, sfida o vittoria, di fronte alle aggressioni dell’imperialismo», dice di te e l’assiste la ragione. Assicura che la tua denuncia oggi è ferma e la tua allerta è permanente di fronte alle minacce del Governo degli Stati Uniti, contro la pace e il progresso dei nostri popoli.

Non è mancata la tua immagine redentrice mentre ascoltavamo le voci di Yaser Castañeda e Flavia Mirabal, con l’accompagnamento della Banda Nazionale dei Concerti, /El Mambí/, di Luis Casas Romero; nè hai potuto svignartela dai versi della poesia /Escribo Fidel/, di Jesús Cos Causse, declamata da Tomás Pantoja, istruttore d’arte guantanamero.

Temi noti da molto tempo come /El Elegido/ (cantato dalla pioniera Adriana Gutiérrez, accompagnata da Sampling) e /Girón, il preludio/, di Silvio Rodríguez, interpretato da Sampling, sono tornati nuovo ascolatandoli in questa nottata con la tua vicinanza, ammazzando nuove canaglie con il tuo cannone del futuro. /Per chi merita amore/ dello stesso Silvio, l’abbiamo ascoltata con lo stile del cantautore Luis Franco, una cosa che tu ti sei sempre meritato.

Per te è arrivata la rumba del Congiunto Folcloristico Nazionale e sono state cantate decime dal repentista Antonio La Villa.

Abbiamo ascoltato un altro tema epico /Mi Historia Crecerá/ del gruppo Moncada, seguito dalle compagnie di Danza Revolution e Tiempos, che hanno scelto di ballare il tema /Latinoamérica/, di Calle 13, e non è stato difficile avvertire nel loro sensibile messaggio gli avvenimenti che accadono in Colombia, Bolivia e Cile …
I versi di /Yo soy Fidel/, poesia declamata dalla capitana Rosemarys Quesada, e il tema /Saberse cubano/, di Kiki Corona, interpretato da Kiko Ruiz e Vocal Renacer, sono stati la riserva per terminare la serata.

Dopo questa non dormi. Come il gigante di Villena non stai in nessun luogo dove non c’è qualcosa di grande da fare … E mentre la gente se ne va canterellando gli accordi appena ascoltati, tu cammini insonne e laborioso dalla mattina, sulla scalinata.

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