Nonostante il blocco, a Cuba si garantiscono i diritti umani

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La denuncia del genocida blocco statunitense come principale ostacolo per realizzare il pieno diritto alla vita, è stata al centro del messaggio emesso dagli oratori della Tribuna Aperta realizzata nell’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli, ICAP, per ricordare il Giorno Internazionale dei Diritti Umani.

Gli oratori, rappresentanti della società civile, hanno riferito che le ultime misure applicate dall’amministrazione di Washington con la presidenza di Donald Trump, hanno indurito la politica di assedio economico che sino ad oggi ha lasciato un danno, accumulato in circa sei decenni, di 138. 843. 400.000 dollari, alle famiglie cubane.

Un danno maggiore lo provoca la Legge Helms Burton che dal 1996 impedisce un normale commercio con l’Isola dei Caraibi e nell’aprile di quest’anno è stato attivato il III Capitolo, sempre posposto dai successivi presidente della Casa Bianca, che blocca le possibilità d’investimenti stranieri in Cuba.

Lì è stato ricordato che in un solo anno (dall’aprile del 2018 a marzo del 2019), il blocco ha provocato perdite valutate 4343600000 dollari, dati esposti nella relazione presentata dal governo cubano nelle Nazioni Unite nell’ottobre scorso, nella quale si sottolinea che il popolo è la vittima principale di questa ingiusta politica.

Dal podio hanno parlato amici della Rivoluzione, membri di organizzazioni di solidarietà, vicini e bambini delle scuole vicine che con i loro disegni, le poesie e i cori, hanno espresso la loro condanna alle misure coercitive degli Stati Uniti.

Graciela Ramírez, coordinatrice del Comitato Internazionale Pace, Giustizia e Dignità dei Popoli, ha giudicato l’assedio degli USA “un crimine di lesa umanità che tutti i popoli del mondo condannano, come la stragrande maggioranza degli Stati.

Poi ha valutato l’Isola dei Caraibi come un punto di riferimento internazionale in materia di rispetto dei diritti umanai e della solidarietà ed ha deplorato l’aggressione violenta dei governi di destra dell’America Latina contro i reclami dei cittadini per il rispetto dei loro diritti.

Lo studente argentino Mario Salvador Gómez, alunno dell’Università de L’Avana, ha affermato che difenderà sempre Cuba, in qualsiasi luogo in cui starà, perche è il paese più solidale, capace d’inviare i suoi professionisti in differenti parti del mondo. Ha citato l’aiuto offerto per combattere l’Ebola, il colera e altre epidemie. La cura di problemi oculistici con l’Operazione Miracolo e l’aiuto alle vittime di catastrofi climatologiche, oltre ad insegnare a leggere e scrivere a milioni di persone con l’applicazione del metodo di alfabetizzazione “Io sì posso”.

I partecipanti hanno scritto su due pannelli messaggi di condanna del blocco ed hanno esposto le garanzie cubane dei diritti.

Anche i pionieri hanno recitato e cantato cori per reclamare il loro desiderio di vivere in un mondo di pace.

In tutta Cuba sono state realizzate attività simili, che ricordano anche il terzo anniversario della morte del Comandante in Capo Fidel Castro e il 500º anniversario della fondazione de L’Avana.

Da più di 70 anni la ONU ha riconosciuto il 10 dicembre come il Giorno Mondiale dei Diritti Umani.

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