Manifestanti chiedono la rinuncia di Piñera nella Piazza della Dignità in Cile

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Quando sono quasi tre mesi dall’inizio delle mobilitazioni sociali in Cile, la rinuncia del presidente Sebastian Piñera è stata reclamata oggi da una moltitudine nella Piazza della Dignità, in questa capitale.

Come ogni venerdì dal 18 ottobre 2019, la piazza Baquedano, battezzata dai manifestanti come quella della Dignità, ha congregato all’imbrunire migliaia di persone attorno al monumento del generale Manuel Baquedano, coperto dalle bandiere del Cile, del popolo mapuche e di cartelli, reclamando miglioramenti sociali.

Attorno alle 17.00 (ora locale) forze speciali dei carabinieri hanno cercato di sgombrare i primi gruppi di manifestanti, ma dopo che gli agenti della polizia se ne sono andati, i partecipanti nella protesta sono tornati a riunirsi, più numerosi di prima.

Inoltre, c’era un grande striscione spiegato ai piedi del monumento con la frase “Rinuncia Piñera” un’esigenza ricorrente ed in aumento dall’inizio delle proteste popolari in favore dei cambiamenti profondi nel paese per distruggere il modello neoliberale stabilito in Cile.

L’esigenza della rinuncia del mandatario, coincide coi più recenti dati apportati da un’inchiesta del Centro degli Studi Pubblici (CEP) secondo il quale Piñera conta appena con il 6% di appoggio alla sua gestione, il livello più basso tra i governanti che sono passati per il palazzo di La Moneda dal 1990.

Striscioni e cartelli raccoglievano le principali esigenze del movimento sociale come migliori salari e pensioni, così educazione e salute pubblica di qualità che sono tra i reclami prioritari della popolazione per migliorare le condizioni di vita della maggioranza dei cileni.

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