Cuba ha le prove del finanziamento da Miami per l’oltraggio a Martì

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L’oltraggio a vari busti dell’Eroe Nazionale di Cuba, Josè Martì, da parte di due individui rei confessi pagati dalla controrivoluzione di Miami, continua suscitando reazioni di indignazione cittadina.

Soprattutto a partire da un reportage trasmesso ieri dalla televisione, nel quale i vandali confessano le motivazioni politiche e la subordinazione ad elementi che promuovono la sovversione nell’isola dagli Stati Uniti.

Aurora Castellano, dal bancone della caffetteria dove lavora nel Vedado, in questa capitale, ha detto a Prensa Latina che l’attuazione di questi individui e le loro intenzioni “suscitano l’unità dei cubani e l’omaggio a Martì”.

A sua volta Rosbel Luaces, studente dell’Università de L’Avana, sottolinea l’antimperialismo di Josè Martì, “che ha denunciato nei suoi articoli le provocazioni imperiali degli Stati Uniti contro Cuba, America Latina ed i Caraibi”.

Nel reportage del Telegiornale Nazionale, Panter Rodriguez Barò, di 44 anni, e Yoel Prieto Tamayo, di 29, hanno ammesso la loro partecipazione negli atti vandalici nei quali hanno macchiato di sangue di maiale i busti dell’Apostolo dell’Indipendenza Cubana, oltre ad alcuni cartelloni.

Inoltre menzionano i nomi di quelli che hanno finanziato tali fatti da Miami, ampiamente diffusi da altri personaggi nelle reti sociali con l’intenzione di svisare la realtà nazionale.

Il materiale della televisione descrive inoltre il lavoro dei periti della polizia cubana che ha permesso la detenzione rapida degli autori materiali dell’oltraggio a Josè Martì ed al popolo cubano.

In totale sono stati profanati con sangue di maiale 11 busti di Josè Martì e tre cartelloni con messaggi di contenuto politico in alcune scuole, istituzioni e luoghi pubblici di differenti municipi della capitale.

Tali atti sono accaduti all’alba del 1º gennaio, mentre Cuba celebrava l’arrivo del 61º anniversario della Rivoluzione Cubana.

L’investigazione ha dimostrato che Panter Rodriguez aveva antecedenti penali. A questo individuo sono state sequestrate marijuana e cocaina, droghe che vendeva e consumava, secondo le sue stesse dichiarazioni.

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