L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Ernesto Cardenal

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Domenica 2 marzo è morto a Managua, all’età di 95 anni, il sacerdote, teologo e illustre poeta rivoluzionario nicaraguense Ernesto Cardenal, figura chiave della Teoria della Liberazione e voce morale della rivoluzione sandinista.

Tra i numerosi riconoscimenti conferitigli in tutto il mondo, il 30 agosto 2004 Ernesto Cardenal, ha ricevuto a Piacenza, nella quinta edizione della rassegna “Carovane” il premio letterario internazionale intitolato alla memoria di Nicolás Guillén, istituito e finanziato dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Cardenal era nato nel 1925 a Granada in una famiglia facoltosa. Aveva studiato lettere a Managua e poi aveva completato gli studi in Messico e a New York. In quel periodo visitò anche l’Italia, la Spagna e la Svizzera.

Tornato in patria, si unì alla resistenza contro il regime di Anastasio Somoza García, che era sostenuto dagli Stati Uniti, e nel 1954 partecipò alla “Rivoluzione di Aprile”, un tentativo fallito di mettere fine alla dittatura in Nicaragua.

Si convertì al cattolicesimo nel 1956 e fu ordinato sacerdote nel 1965 a Cuernavaca, in Messico, dove aveva completato gli studi teologici.

È stato cofondatore della comunità religiosa di Solentiname, su un’isola nel Lago Nicaragua, dove Cardenal, anche scultore, aveva fondato una comunità di contadini, pittori e poeti che negli anni ’70 sostenevano il Frente sandinista. Qui si svolgeranno i suoi funerali e riposeranno i suoi resti.

Quando fu scoperta la sua appartenenza al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) e fu costretto a rifugiarsi all’estero, divenne ambasciatore dell’opposizione sandinista a La Habana.

Il 19 luglio 1979 entrò a Managua con le truppe rivoluzionarie abbattendo il regime di Anastasio Somoza Debayle (figlio del precedente presidente).
Venne nominato ministro della Cultura e della Pubblica Istruzione dal nuovo governo guidato da Daniel Ortega e svolse questo incarico dal da 1979 al 1987, quando il suo ministero venne soppresso per ragioni finanziarie. In quegli anni, promosse e coordinò una grande campagna di alfabetizzazione, che gli valse un riconoscimento mondiale da parte dell’Unesco, con la quale oltre 500.000 nicaraguensi impararono a leggere e a scrivere.

Nel 1983 Giovanni Paolo II, in visita nel Paese centro-americano, invitò pubblicamente padre Cardenal, che lo aveva ricevuto all’aeroporto in qualità di Ministro della Cultura, a dimettersi e a conformarsi alle prescrizioni canoniche: al suo rifiuto, lo sospese “a divinis”. Nel febbraio del 2019, dopo 35 anni, la sospensione “a divinis” per la sua militanza politica è stata revocata a Cardenal, ormai vecchio e molto malato, da Papa Francesco.

Nel 1994 Cardenal ha abbandonato il FSLN, in polemica con quella che interpretava come deriva autoritaria nella gestione del partito da parte di Daniel Ortega. Da questi e dal suo governo aveva preso le distanze criticando l’eliminazione di molte libertà.

Ciò nonostante, l’attuale Governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale “per il suo contributo alla lotta del popolo nicaraguense”.

LA POESIA

La poesia di Cardenal è fortemente legata alla rivoluzione sandinista. Il tema principale dell’opera di Cardenal è l’oppressione nella società contemporanea e lo scopo della sua poesia è quello di motivare i suoi lettori ad agire per il cambiamento sociale. In Cardenal il cristianesimo è inteso come denuncia dell’ingiustizia e profezia di riscatto.

Ernesto Cardenal è considerato uno dei più importanti poeti latino-americani della seconda metà del XX secolo: nel maggio del 2005 è stato candidato al Premio Nobel per la Letteratura.

“Es mentira que la vida sea breve. Nuestra vida no es breve, es eterna. No tenemos la muerte por delante, sino la eternidad. No hemos nacido para morir, sino para vivir, y vivir eternamente” (Vida en el amor)

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