Coronavirus, Cuba e il farmaco che funziona: medico de l’Avana conferma

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L’articolo è di Enzo Polverigiani ed è apparso oggi sul Corriere dell’Umbria (qui il Link)

L’AVANA (CUBA) – Il coronavirus che dilaga e che sembra non si possa fermare, a Cuba – almeno fino al 9 marzo 2020 – non fa ancora paura. Anche se l’altra sera al telegiornale NTV il presidente Miguel Díaz Canel, precocemente incanutito dai problemi che lo assillano, ha elencato le misure che il governo cubano sta mettendo in atto per controllare i punti di accesso al paese.

Contemporaneamente è stata diffusa in una lettera dell’associazione Italia-Cuba la notizia che un farmaco cubano (interferone alfa 2B) sarebbe risultato utile per combattere Covid 19 in Cina (clicca qui per saperne di più), con cui Cuba ha ottimi rapporti.

A L’Avana, per saperne di più, abbiamo contattato (aprendo uno spiraglio nella riservatezza del funzionario) il dottor Felix G. master in malattie infettive, che ha spiegato: “Il farmaco di cui parliamo è usato a livello ospedaliero specialistico. Si tratta di un interferone alfa 2B che è introvabile negli ospedali comuni e tantomeno dai medici di primo intervento. Il farmaco deve essere impiegato in combinazione con un antiretrovirale simile a quelli usati per l’HIV. Fino ad oggi si tratta di una combinazione tra le più efficaci per il trattamento del Covid 19, Cina compresa”.

“Per fortuna – continua il medico cubano – qui non si è registrato alcun caso. Comunque non bisogna aver paura e consiglio agli italiani che sono qui di recarsi in caso di necessità negli ospedali internazionali. All’Avana ci sono le cliniche Cira García e Camilo Cienfuegos. Da lì al bisogno i malati saranno trasferiti in un istituto di medicina tropicale. E mi associo al presidente Díaz Canel per raccomandare le misure dettate dal buon senso: evitare gli assembramenti e lavarsi spesso le mani. Con ciò incrociamo le dita”.

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