Il coronavirus fa capolino a Cuba

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Un medicamento made in La Habana è stato usato con buoni risultati in Cina contro i colpiti dal Covid-19. Intanto tre turisti italiani che soggiornavano a Trinidad sono stati ricoverati all’Avana dopo essere risultati positivi ad appositi controlli. Un quarto italiano è sotto osservazione.

Il coronavirus fa capolino a Cuba. Tre turisti italiani che soggiornavano a Trinidad sono stati ricoverati all’Avana dopo essere risultati positivi ad appositi controlli. Un quarto italiano è sotto osservazione. Tutti e quattro sono stati ospedalizzati presso l’Istituto di medicina tropicale Pedro Kouri. A detta dei medici,  le loro condizioni non destano preoccupazioni. Si è intanto provveduto a far evacuare l’edificio dove erano ospitati e a controllare la salute di chi è venuto in contatto con i turisti italiani giunti nell’isola lo scorso 9 marzo. È scattata l’opera di prevenzione in tutta l’isola.

Cuba era già balzata agli onori della cronaca del coronavirus nei giorni scorsi per via della notizia che un medicamento made in La Habana è stato usato con buoni risultati in Cina contro i colpiti dal coronavirus. Secondo un comunicato ufficiale del governo,  la medicina cubana oggetto ora dell’attenzione mondiale è l’Interferone Alfa 2B prodotto dal Centro di ingegneria genetica e biotecnologia dell’Avana, polo scientifico di fama e prestigio internazionali. Miguel Díaz-Canel, presidente di Cuba, e alcuni scienziati dell’isola hanno illustrato le proprietà di questo farmaco in un’apposita trasmissione tv spiegando che in Cina si sta sperimentando il farmaco antivirale già usato per combattere Aids, epatite B e C, papillomatosi respiratoria e alcuni tipi di cancro. Si è pure appreso che la Cina ha iniziato a produrre in proprio il medicamento grazie alla collaborazione con medici cubani nell’istituto farmaceutico ChangHeber nella provincia di Jilin.

Lo stesso medicinale si sta sperimentando con risultati non negativi in Messico e ufficialmente presso l’ospedale Virgen del Rocio a Siviglia, in Spagna: favorirebbe il cambio delle cellule quando quest’ultime sono attaccate da virus di varia origine. Anche il Giappone ha sottoscritto di recente un accordo medico con Cuba. Nei giorni scorsi Kojma Toshifumi, viceministro della salute di Tokyo, si è recato all’Avana per rafforzare i rapporti sanitari tra i due Paesi, a iniziare dalla sperimentazione dell’Interferone Alfa-2b.

Scienza, medicina e biotecnologie di Cuba godono di ottima fama nella comunità internazionale degli addetti ai lavori, nonostante le limitazioni imposte dal blocco economico degli Stati Uniti contro l’isola e il boicottaggio delle grandi multinazionali del farmaco contro l’industria farmaceutica cubana.

L’Associazione Italia-Cuba ha scritto di recente una lettera a Roberto Speranza, ministro della Salute, per sollecitare l’eventuale uso in prova del farmaco cubano in Italia. Non basta evidentemente a smuovere le acque. Gli interessi  dell’industria del farmaco sono di grande portata, come sono molto complicati gli iter che tastano l’uso dei medicinali.

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