Giornata di forti proteste in Cile contro il governo di Piñera

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A pochi giorni dal realizzarsi cinque mesi di proteste popolari in Cile, nuove manifestazioni si sono svolte oggi in questa capitale ed in altre città in rifiuto al governo del presidente Sebastian Piñera.

La Piazza della Dignità è stata un’altra volta questo venerdì dall’imbrunire il centro delle proteste, nelle quali emerge sempre di più l’esigenza della rinuncia del mandatario, come l’appello a votare per l’approvazione di una nuova costituzione nel plebiscito convocato per il prossimo 26 aprile.

Alle prime ore del pomeriggio un forte spiegamento poliziesco ha tentato di ostacolare che le persone si concentrassero attorno al monumento equestre del generale Manuel Baquedano, ma i carabinieri si sono ripiegati man mano che aumentava il numero dei manifestanti

La gente si è accalcata nella piazza inalberando bandiere del Cile e mapuches e striscioni in richiamo delle numerose esigenze sociali che a quasi cinque mesi dall’esplosione sociale del 18 ottobre 2019, non sono state soddisfatte dal governo, benché il mandatario insista in che ha spinto una “potente” agenda sociale.

In questa giornata si apprezzò nella spianata una gran quantità di donne, rappresentate dalla Coordinatrice Femminista 8M, giusto nel giorno in cui si è saputo della rinuncia della ministra della Donna ed Equità di Genere, Isabel Plà.

Alondra Castillo, portavoce della Coordinatrice 8M, ha qualificato l’uscita di Plà come un trionfo delle cilene, perché l’ex titolare ha sempre mantenuto un posizione complice col governo davanti agli abusi ed alla repressione perpetrati dalle forze della polizia, contro molte assistenti alle manifestazioni pacifiche.

Oltre alle dimostrazioni di protesta nella Piazza de La Dignità, queste si sono estese durante un gran tratto de la Alameda, il principale viale della città che è stata chiusa al transito dei veicoli, fino a quasi il palazzo della Moneda.

In distinti punti sono successi scontri tra manifestanti e forze della polizia che hanno lanciato getti di acqua, ed abbondanti bombe lacrimogene e gas al peperoncino, spargendo per il centro della città un forte odore ed una specie di foschia causanti bruciore agli occhi ed al naso.

Le proteste di questo venerdì sono state la fine di una settimana di manifestazioni antigovernative come parte del denominato “super marzo” che sono incominciate domenica con una manifestazioni che ha riunito quasi un milione di persone in questa capitale, le maggioranza donne, con motivo dell’8 Marzo, Giorno Internazionale della Donna.

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