Cuba salva

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L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ha ringraziato “il popolo cubano e il suo governo per questo grande gesto di solidarietà, umanità e altruismo in una drammatica emergenza sanitaria che ha colpito anche l’isola”.

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La pandemia del nuovo coronavirus non fa distinzioni. Attacca con forza le nazioni povere e quelle ricche, da oriente a occidente, da nord al sud. Ha spinto il mondo verso una crisi che è paragonabile a quella che ha devastato l’umanità durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha dimostrato che in momenti tanto difficili come questi, mentre alcune superpotenze creano barriere, Cuba costruisce ponti e invia brigate mediche per sostenere le nazioni che hanno bisogno del loro aiuto.

Questa domenica sono partite per l’Italia, in Europa, e per il Togo in Africa Occidentale, nuove brigate mediche cubane del Contingente Internazionale Henry Reeve. I due aerei, carichi di decine di collaboratori della salute di questa piccola isola dei Caraibi, hanno preso direzioni diverse.

Uno arriverà a Torino, in Piemonte, Italia, una delle città più ricche del paese europeo, gravemente colpita dalla pandemia, mentre la nazione registra 20.000 morti e raggiunge più di 150.000 persone contagiate.

Questa è la seconda brigata che arriva nel paese mediterraneo. La prima è arrivata alla metà di marzo in Lombardia, una delle regioni più colpite dalla malattia.

L’altra brigata raggiungerà un punto dimenticato della geografia africana, il Togo, uno dei più poveri del continente. È stato colpito dal nuovo coronavirus nello stesso modo di molte nazioni del primo mondo, come l’Italia.

“Cuba è la cosa più bella che ci sia al mondo in questi tempi così difficili. Non fa distinzioni. Anche se molti la criticano, la verità è che in Europa ci vanno tutti, in Togo non ci va nessuno. Cuba è sempre con i più bisognosi” ha detto il giornalista uruguaiano Leandro Grille sul suo account Twitter.

L’ Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba ha ringraziato “il popolo cubano e il suo governo per questo grande gesto di solidarietà, umanità e altruismo in una drammatica emergenza sanitaria che ha colpito anche l’isola”.

Papa Francesco ci ha fatto pensare a Cuba questa domenica. Nella sua preghiera “Urbi et Orbi”, in una Basilica di San Pietro senza fedeli, ha chiesto la fine delle guerre e delle sanzioni.

“Mentre gli Stati Uniti si impegnano inasprire le sanzioni contro l’Isola e altri paesi, come il Venezuela, in un momento in cui i popoli hanno bisogno di essere uniti, i medici cubani rischiano la vita per guarire gli altri.

Cuba, oggi più che mai, salva” ha dichiarato il giornalista Matías Vega, su Twitter.

Autore: Alejandra García Elizalde
Traduzione: AM

Fonte: Granma.cu


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