L’IMPERO PUÒ ATTENDERE: cronaca di criminale follia

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Nei giorni dal 17 al 19 aprile 1961, molti cittadini italiani scesero spontaneamente in piazza nelle principali città italiane a manifestare la loro solidarietà con la Rivoluzione cubana. Sono stati questi i primi nuclei di quello che poi sarebbe diventata l’ Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

L’IMPERO PUÒ ATTENDERE: cronaca di criminale follia

All’alba del 17 aprile 1961 un esercito mercenario – finanziato, addestrato e armato dagli Stati Uniti – tentò di invadere #Cuba per rovesciare la Rivoluzione popolare che aveva trionfato due anni prima.

L’anno precedente il direttore della CIA Allen Dulles aveva elaborato un piano di intervento, con l’approvazione dell’allora Presidente statunitense Dwight Eisenhower, al quale il 20 gennaio 1961 era subentrato John Fitzgerald Kennedy, che diede il suo benestare al proseguimento dell’operazione.

Il piano era quello di conquistare una piccola porzione di territorio cubano e installarvi un Governo fantoccio che avrebbe poi chiesto l’intervento diretto degli Stati Uniti. Ma questo non è stato possibile poiché le Forze Armate Rivoluzionarie, appoggiate dalla Polizia Nazionale Rivoluzionaria e dalle milizie popolari, hanno respinto e catturato gli invasori in meno di 72 ore.

L’esercito mercenario – denominato Brigata 2506 – era costituito da circa 1.500 uomini, mezzi blindati e artiglieria da campagna, con appoggio dell’aviazione e di sette navi e disponeva di un armamento moderno.

Le operazioni di invasione si erano svolte nelle località di Playa Larga e di Playa Girón, nell’insenatura denominata Baia dei Porci, e mai un nome geografico è risultato così appropriato in relazione agli avvenimenti in atto.

Le perdite cubane sono state di 157 uomini, oltre a molti civili morti nei bombardamenti effettuati dagli aerei statunitensi. Gli invasori sbarcati sono stati catturati non potendo battere in ritirata, in quanto molte delle loro lance erano state messe fuori uso dall’artiglieria cubana. Tre delle sette navi erano state affondate, mentre le altre, visti gli sviluppi degli avvenimenti, erano state costrette a prendere il largo. Inoltre i cubani avevano abbattuto anche nove dei sedici aerei impiegati durante l’invasione.

I 1.197 mercenari catturati vennero arrestati, imprigionati e successivamente processati. Venti mesi dopo vennero rilasciati e gli Stati Uniti dovettero pagare a Cuba un indennizzo di 63 milioni di dollari in valuta, in farmaci e in alimenti per bambini.

L’invasione della Baia dei Porci ha rappresentato la prima sconfitta militare degli Stati Uniti in America Latina.
Nei giorni dal 17 al 19 aprile 1961, molti cittadini italiani scesero spontaneamente in piazza nelle principali città italiane a manifestare la loro solidarietà con la Rivoluzione cubana.

Sono stati questi i primi nuclei di quello che poi sarebbe diventata l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Oggi, a quasi sessant’anni da quegli storici avvenimenti, la nostra solidarietà verso Cuba continua perché crediamo che, come la Rivoluzione ha dimostrato, sia possibile costruire una società più giusta e più a misura d’uomo.

Associazione Nazionale di Amicizia ITALIA-CUBA

Milano 17 aprile 2020


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