Cuba: Diplomazia medica, Soft Power?

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Leggiamo ogni tipo di interpretazione di qualcosa che, per la mente neoliberale, è inspiegabile: la cooperazione internazionale cubana.

Non è altro che una strategia di “soft power*“, ci viene detto: una “diplomazia medica” per ottenere, ad esempio, voti favorevoli alle Nazioni Unite.

E il fatto è che l’Avana, ricordiamo, non condiziona l’invio di brigate mediche al colore politico, e mantiene la cooperazione con gli alleati degli Stati Uniti, come l’Honduras o il Guatemala.

In sei decenni, la cooperazione cubana ha salvato decine di milioni di vite in paesi dell’America Latina, dell’Africa e dell’Asia.

Anche credendo nella spiegazione più cinica, ci si potrebbe chiedere: perché gli Stati Uniti, invece di minacciare, sanzionare e invadere, non praticano anche la “diplomazia medica”?

Fonte

*termine utilizzato nella teoria delle relazioni internazionali per descrivere l’abilità di un potere politico di persuadere, convincere, attrarre.

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