Ritorna a Cuba la prima brigata medica cubana che ha fornito aiuto di emergenza per combattere la Covid-19 in Italia

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Milano, 8 giugno 2020. – In mezzo a forti emozioni, pieni di gratitudine per il lavoro umanitario compiuto e di riconoscimento per l’alta qualificazione professionale e la consacrazione conferita, sono partiti questa mattina da Milano, capoluogo lombardo, regione in cui hanno fornito servizi sanitari per due mesi, i 52 membri della prima brigata del Contingente Henry Reeve che è arrivata in Italia e in Europa per offrire assistenza medica di emergenza per affrontare la grave crisi sanitaria che ha colpito l’intera penisola italiana, in particolare le regioni settentrionali del paese, a seguito della virulenta e letale diffusione del nuovo coronavirus che ha causato, all’inizio di quest’anno, l’epidemia di COVID19.

Dopo un saluto di addio, il Sottosegretario regionale ai Rapporti con le Delegazioni internazionali, Alan Christian Rizzi, ha espresso la gratitudine delle autorità della Regione Lombardia e soprattutto del suo Presidente, Attilio Fontana, nonché di tutti i cittadini lombardi, per l’aiuto fornito dalla brigata medica cubana in una situazione così difficile.

In seguito alle parole del rappresentante delle autorità lombarde, il Dott. Carlos Ricardo Pérez Díaz, Capo della Brigata, ha ribadito il suo ringraziamento alle autorità e al popolo italiano per le attenzioni e la cordialità con cui sono stati accolti durante il loro soggiorno qui.

Il Dott. Pérez Díaz ha fatto una menzione speciale ai cittadini della città di Crema che hanno accolto tutti i membri della brigata come se fossero parte della loro famiglia. Allo stesso modo, ha riconosciuto il lavoro del personale sanitario italiano, con il quale hanno lavorato fin dall’inizio e hanno potuto rafforzare i rapporti.

L’Ambasciatore di Cuba in Italia, José Carlos Rodriguez Ruiz ha detto che salutava con grande gioia ai 52 membri della brigata. “Avete compiuto, con dignità e in modo esemplare al dovere che vi siete assunti. Con rigore professionale e grande impegno personale, avete fornito più di 5.500 servizi di assistenza medica e più di 3.600 servizi di assistenza infermieristica. Tornate a Cuba con il merito di quanto avete fatto e l’ammirazione di tutto il mondo per il lavoro umanitario svolto, con il riconoscimento delle autorità e di tutta la popolazione italiana”, ha sottolineato.

Rodriguez Ruiz ha detto: “Siete i figli di un popolo nobile e laborioso che vi ha accompagnato in ogni minuto di questa missione e che vi aspetta in patria con grande orgoglio. Vi auguro un buon ritorno a Cuba!

I 36 medici, 15 infermieri e un coordinatore logistico che fanno parte della brigata portavano le bandiere di Cuba e dell’Italia che sventolavano fin dall’inaugurazione all’ingresso dell’ospedale da campo costruito dall’Esercito italiano nella città di Crema, dove, tra altri posti, ha lavorato il personale sanitario cubano. Dopo la cerimonia di chiusura dell’ospedale, lo scorso 25 maggio, entrambe le bandiere erano state consegnate, in una cerimonia formale di alto simbolismo, dal Ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, e da alti funzionari, all’Ambasciatore e al Capo della Brigata Medica, affinché insieme fossero portate a Cuba e messe in un luogo di memoria, come espressione della fraternità tra i popoli d’Italia e Cuba.

Al suo ritorno all’Avana, la brigata medica porta con sé, come stendardo della sua missione, una tela che è già diventata il suo emblema, in cui metaforicamente il braccio e la mano di Cuba toccano in segno di amicizia e solidarietà all’Italia. Su questa tela, dove si leggono anche gli hashtag #MédicosDeCuba #MediciCubani e #CubaSalva, sono state raccolte le firme di molti dei partecipanti alla cerimonia di addio alla squadra medica cubana, realizzata il 23 maggio in piazza Duomo nella città di Crema, tra cui la firma del suo Sindaco, Stefania Bonaldi.

Insieme alla brigata medica, si trovava anche all’aeroporto, una rappresentanza dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba (ANAIC), guidata dalla sua presidente, Irma Dioli, che aveva in mano una grande tela con il testo: “Grazie Brigata Henry Reeve. Grazie Cuba”.

L’Associazione, con quasi 60 anni di storia di solidarietà con il popolo e la Rivoluzione cubana, ha dato in questi mesi una copertura informativa permanente e ha offerto tutto il suo appoggio ai medici e agli infermieri del Contingente Henry Reeve.

L’ANAIC è stata la prima organizzazione sociale italiana a suggerire pubblicamente alle autorità di questo paese di considerare, nel bel mezzo della crisi sanitaria causata dall’espansione della COVID19 , la convenienza di chiedere a Cuba l’invio di assistenza medica di emergenza. Tale richiesta fu presto sostenuta da altre organizzazioni e da singoli individui di diversi settori, creando in quelle circostanze uno stato favorevole sull’opinione pubblica del paese, che portò le autorità regionali lombarde a formalizzare la richiesta, al Ministero di Salute e all’Ambasciata di Cuba, di avere medici e infermieri cubani. A questa richiesta, in linea con la tradizione umanitaria e internazionalista di Cuba, lo Stato caraibico ha risposto in modo rapido e positivo, come ha fatto con tanti altri paesi, in un gesto di solidarietà, amicizia e cooperazione concreta che ha avuto un impatto su tutto il mondo.

In un’apparizione televisiva dello scorso 6 giugno, il Ministro cubano di Salute Pubblica, José Ángel Portal Miranda, ha riferito che 34 brigate mediche del Contingente #HenryReeve sono state inviate in 27 paesi, che hanno già assistito a 61.237 pazienti, nella lotta contro la COVID19.

Al termine della breve cerimonia di addio, il pittore Ascanio Cuba, residente in Lombardia, presente all’atto insieme ad altri membri del Coordinatore Nazionale dei Cubani Residenti in Italia (CONACI), ha consegnato al Dott. Carlos Ricardo un dipinto realizzato dall’artista stesso, con figure allegoriche all’assistenza medica solidale fornita da Cuba all’Italia.

I medici e gli infermieri di Cuba tornano con il dovere compiuto, la gratitudine del popolo italiano e l’orgoglio di essere cubani.

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Una risposta

  1. Aldo Pasiante ha detto:

    Buongiorno, volevo chiedere come mai nessuna notizia sui medici cubani distaccati alle OGR di Torino?
    grazie

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