La verità silenziata del Venezuela

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L’impegno dei dirigenti della Rivoluzione Bolivariana del Venezuela di presentare nei vari organismi internazionali, tra cui L’Aia, il rapporto sui diritti umani che contraddice quello recentemente presentato da una missione indipendente dell’ONU, parla della necessaria difesa del paese sudamericano di fronte alle ostilità imperiali, impegnate a rovesciare il governo costituzionale, presieduto da Nicolás Maduro.

Il fatto che ha preceduto quel documento stava nella decisione del Venezuela di postulare la sua candidatura per comporre il Consiglio dei Diritti Umani nel periodo 2020-2022. Per negare questo legittimo proposito, diversi paesi, principalmente quelli che compongono il cosiddetto Gruppo di Lima, hanno cercato di promuovere un progetto di Risoluzione di condanna ed hanno creato la cosiddetta Missione Indipendente di Determinazione dei Fatti in Venezuela, composta da presunti esperti, che hanno presentato le conclusioni del loro lavoro nel settembre 2020.

La Risoluzione è stata approvata in seno al Consiglio dei Diritti Umani con il voto di 19 Paesi su 47 membri, 21 astensioni e sette contrari. Coloro che hanno votato a favore non riconoscono l’attuale governo del Venezuela, il che dice di una chiara politicizzazione e dell’intenzione di immischiarsi negli affari interni della Rivoluzione Bolivariana.

Il gruppo di redattori di quel documento accusa il governo di presunti crimini contro l’umanità.

Per questi motivi, i dirigenti bolivariani hanno difeso la verità, basata sulla storia del loro popolo, che ha sofferto colpi di stato, aggressioni militari, sabotaggi alle sue principali aziende, campagne mediatiche ed altri metodi di vessazione, che si traducono in una guerra non convenzionale promossa, finanziata ed eseguita dall’Occidente e, principalmente, dagli USA.

Il testo di risposta – La-verdad-de-Venezuela-contra-la-infamia.-Datos-y-testimonios-de-un-pais-bajo-asedio – è composto da 112 pagine, cita gli esempi più noti e specifica che, dal 2001 al 30 luglio 2017, “il Ministero Pubblico del Venezuela ha registrato 121 deceduti e 1.958 feriti, la maggior parte dei quali giovani sotto i 30 anni. Delle vittime, 75 dei deceduti erano lavoratori/trici e 31 erano studenti. A ciò si aggiunge che 72 degli assassinati non partecipavano alle azioni di strada ed erano estranei al conflitto politico.

L’opposizione ha anche utilizzato pratiche come intimidazioni, aggressioni all’integrità fisica, distruzione e furto di attrezzature (macchine fotografiche, microfoni, telefoni cellulari, treppiedi) e vessazioni nelle reti sociali e molestie a giornalisti e operatori dei media.

Si specifica inoltre che il governo bolivariano opera in coordinamento con l’Ufficio dell’Alta Commissaria per i Diritti Umani, sotto la direzione di Michelle Bachelet, con un ufficio nel paese sudamericano e che ha presentato due rapporti con evidenti differenze con quello ora pubblicato, pieno di bugie.

Tutto questo riassume quanto ha detto il ministro degli Esteri Jorge Arreaza nel suo account Twitter: «Condivido il rapporto ‘La verità del Venezuela contro l’infamia’. Dati e testimonianze di un paese sotto assedio, preparato dallo Stato venezuelano per denunciare l’uso tendenzioso dei diritti umani come arma politica contro il nostro paese».

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