Il Consiglio dei diritti umani adotta una risoluzione cubana sull’ordine internazionale

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Il Consiglio dei diritti umani dell’ONU ha adottato oggi una risoluzione presentata da Cuba per estendere il mandato dell’esperto indipendente sulla promozione di un ordine internazionale democratico ed equo, un’iniziativa sostenuta dai Paesi in via di sviluppo.

Nel segmento finale della 45a Sessione dell’organismo, un forum culmina questo mercoledì con le decisioni su altri progetti introdotti dagli Stati membri, 22 nazioni hanno votato a favore, 15 contro e 10 si sono astenute sul testo difeso dall’isola a nome dei co-sponsor.

Presentando il documento, il diplomatico cubano Lester Delgado ha affermato in questa sede che un ordine internazionale democratico ed equo è una necessità di fronte alle sfide e alle crisi globali, aggravate dalla pandemia di Covid-19, e l’urgenza di affrontarle in modo efficace e coordinato.

E’ anche importante sostenere gli sforzi nazionali nella promozione e protezione di tutti i diritti umani per tutti, ha sottolineato il rappresentante della più grande delle Antille, che ha ricordato che il rinnovo è per tre anni.

Delgado ha sostenuto che il progetto non persegue un approccio di monitoraggio punitivo nei confronti dei responsabili delle cause strutturali e degli ostacoli alla piena realizzazione dei diritti umani.

Cerca invece di contribuire alla promozione e all’equità dell’attuale sistema internazionale, nonché di stimolare il rafforzamento della cooperazione e dell’equità nella governance globale”, ha affermato.

In questo senso, ha ricordato il recente intervento del presidente cubano Miguel Díaz-Canel all’Assemblea Generale dell’ONU e il suo appello a superare, con un ordine internazionale giusto, equo, solidale e democratico, le posizioni egoistiche e gli interessi meschini di una potente minoranza, che ostacolano le legittime aspirazioni degli esseri umani.

A nome dell’Unione Europea, il rappresentante tedesco Michael Freiherr von Ungern-Sternberg si è espresso contro l’iniziativa, sostenendo che il mandato dell’esperto indipendente non era più necessario.

I Paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina (Argentina e Venezuela) e dei Caraibi (Bahamas) hanno appoggiato il testo, che è stato respinto dagli europei, dall’Australia e dal Giappone, mentre Stati come Brasile, Messico, Uruguay, Cile e Perù si sono astenuti.

Fonte: Prensa Latina

Traduzione: italiacuba.it

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