Processo contro il presidente de facto in Bolivia per massacri

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Dopo il colpo di stato contro Evo Morales, le forze militari hanno effettuato i massacri di Senkata, a El Alto e Sacaba, Cochabamba.

L’Assemblea Plurinazionale Legislativa della Bolivia ha deciso lunedì scorso di aprire un processo contro la presidente del governo di fatto della Bolivia, Jeanine Áñez, per i massacri di Sacaba (Cochabamba) e Senkata (El Alto) e altri eventi.

La commissione parlamentare speciale che indaga sui massacri ha suggerito un procedimento penale contro i ministri Karen Longaric, degli Affari Esteri; Yerko Núñez, della Presidenza; Arturo Murillo, del Governo; Fernando López, della Difesa; Álvaro Coímbra, della Giustizia; Álvaro Rodrigo Guzmán, dell’Energia; e María Pinckert, dell’Ambiente e dell’Acqua.

La relazione di questa istanza è stata passata alla sessione plenaria del Legislativo, dove deve essere approvata o respinta per due terzi.

Secondo la commissione, Jeanine Áñez dovrà anche rispondere ai tribunali per la firma del Decreto Supremo 4078, che ha autorizzato le Forze Armate a realizzare operazioni di ripristino dell’ordine pubblico ed ha esonerato i militari da qualsiasi responsabilità penale.

Appresa la decisione contro di lei, il presidente de facto, attraverso il suo account Twitter, ha affermato che MAS sta recuperando l’abitudine di perseguire chi la pensa diversamente.

Dopo il colpo di stato contro Evo Morales nel novembre 2019, le forze militari hanno eseguito i massacri di Senkata, a El Alto, vicino a La Paz, e Sacaba, nel dipartimento di Cochabamba.

In queste operazioni militari e di polizia, 37 persone sono state uccise, 27 delle quali sono morte per l’impatto di proiettili.

Le famiglie delle vittime attendono che i fatti siano chiariti in quei giorni. Ad oggi, l’indagine è stata condotta sulla base di informazioni fornite da civili.

Fonte: Cubainformación

Traduzione: italiacuba.it

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