Ricordando Giovanni Ardizzone – Martedì 27 ottobre 2020

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58° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GIOVANNI ARDIZZONE A MILANO – UCCISO MENTRE SI BATTEVA PER LA PACE NEL MONDO E CONTRO LE MINACCE DEGLI STATI UNITI A CUBA.

MARTEDI 27 OTTOBRE 2020
dalle 18:00 alle 19:00
Via Giuseppe Mengoni, Milano

Interverrà il Console di Cuba a Milano Llanio Gonzalez

Il 27 ottobre 1962, nel periodo della cosiddetta “Crisi dei missili” che mise in pericolo la stabilità dell’area tra Cuba e gli Stati Uniti, la CGIL organizzò una grande e pacifica manifestazione a favore della pace nel mondo e contro le minacce statunitensi nei confronti di Cuba per un attacco militare. Giunti in Piazza del Duomo, senza alcun motivo, la polizia attaccò a freddo il corteo lanciando le jeep a forte velocità e una di queste uccise il giovane studente di medicina Giovanni Ardizzone ferendo altri due compagni, un operaio e un muratore.

Ci piace ricordare qui Giovanni Ardizzone con la canzone di Ivan Della Mea

Ballata per l’Ardizzone

M’han dit che incö la pulisia
a l’ha cupà un giuvin ne la via;
sarà stà, m’han dit, vers i sett ur
a un cumisi dei lauradur.
Giovanni Ardizzone l’era el so nom,
de mesté stüdent üniversitari,
comunista, amis dei proletari:
a l’han cupà visin al noster Domm.
E i giurnai de tüta la tera
diseven: Castro, Kennedy e Krusciòv;
e lü ‘l vusava: «Si alla pace e no alla guerra!»
e cun la pace in buca a l’è mort.
In via Grossi i pulé cui manganell,
vegnü da Padova, specialisà in dimustrasiun,
han tacà cunt i gipp un carusel
e cunt i röd han schiscià l’Ardissun.
A la gent gh’è andà inséma la vista,
per la mort del giuvin stüdent
e pien de rabia: «Pulé fascista –
vusaven – mascalsun e delinquent».
E i giurnai de l’ultima edisiun
a disen tücc: «Un giovane studente,
e incö una gran dimustrasiun,
è morto per fatale incidente,
è morto per fatale incidente,
è morto per fatale incidente».

M’hanno detto che oggi la polizia
ha ammazzato un giovane per la via;
sarà stato, m’han detto, verso le sette,
a un comizio di lavoratori.
Giovanni Ardizzone, era il suo nome,
di mestiere studente universitario,
comunista, amico dei proletari:
L’hanno ammazzato vicino al nostro Duomo.
E i giornali di tutta la terra
dicevano: Castro, Kennedy e Kruscev;
e lui gridava: Si alla pace e no alla guerra;
e con la pace in bocca è morto.
In via Grossi i poliziotti coi manganelli,
venuti da Padova specializzati in dimostrazioni,
hanno attaccato, con le jeep, un carosello
e con le ruote han schiacciato l’Ardizzone.
La gente ha cominciato a non vederci più
dalla rabbia per la morte del giovane studente
e, rabbiosa: Polizia Fascista – gridava,
mascalzoni, delinquenti!
I giornali dell’ultima edizione
dicono tutti: «Un giovane studente,
oggi, durante una grande manifestazione,
è morto per un fatale incidente,
è morto per un fatale incidente
è morto per un fatale incidente».

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