Emergenza Covid negli ospedali – perchè non “chiedere” di nuovo l’aiuto delle Brigate Mediche Cubane?

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Con l’aggravarsi della situazione epidemiologica italiana dovuta alla COVID-19 e con la curva delle infezioni in crescita esponenziale, è presumibile un ritorno ad una situazione emergenziale paragonabile a quella che avevamo nel periodo marzo-maggio scorso. Nei mesi estivi, grazie ad una sensibile diminuzione dei casi di positività, abbiamo avuto, come paese, la possibilità di migliorare strutture e risorse nonché di adeguare il livello organizzativo dell’assistenza sanitaria, che tanti limiti aveva messo in evidenza nella prima fase pandemica. Tuttavia, queste ultime settimane hanno evidenziato che in alcune aree del paese permangono notevoli difficoltà a fronteggiare la seconda e prevedibile ondata di infezioni, con conseguenze gravi in fatto di saturazione ospedaliera.

Uno degli elementi che ad oggi risulta essere maggiormente penalizzante in alcune Regioni è la carenza, anche significativa, di personale medico e infermieristico, figure fondamentali nel processo assistenziale dei malati Covid-19.

Se di ciò si tratta, potrebbe essere utile riconsiderare le recenti e positive esperienze delle città di Crema e di Torino che, in situazione di grave emergenza epidemiologica, hanno richiesto e ricevuto il solidale supporto medico e infermieristico delle Brigate mediche cubane Henry Reeve, famose per la loro competenza e capacità di intervento in tali frangenti.

L’Italia ha quindi potuto constatare direttamente che le Brigate Henry Reeve agiscono laddove vi sia necessità, senza chiedere contropartite di nessun tipo, nell’assoluto rispetto del principio di solidarietà nei rapporti internazionali, quale presupposto fondamentale della loro esistenza.

ALLORA PERCHÉ NON CHIEDERE, DI NUOVO, QUESTA ALTRUISTICA DISPONIBILITÀ E CERCARE TUTTI INSIEME DI SUPERARE QUESTA SECONDA PESANTE PROVA ALLA QUALE CI STA SOTTOPONENDO QUESTA TERRIBILE MALATTIA?

IN UNA TALE CIRCOSTANZA FORMULARE UNA RICHIESTA DI SOSTEGNO ALLE AUTORITÀ PREPOSTE: AMBASCIATA CUBANA, SAREBBE UN SEMPLICE ATTO DI BUON SENSO, NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE SALVAGUARDARE LA SALUTE DEI CITTADINI

RAPPRESENTA UN OBIETTIVO SUPERIORE A QUALSIASI ALTRA CONSIDERAZIONE.

Si chieda quindi senza remore, pensando al fine ultimo qual è la vita umana!

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba


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3 risposte

  1. Marco Rognoni ha detto:

    Sarebbe fantástico… tra le altre cose da parte mia sarei disponible a dare un sostegno per loro

  2. Bruno ha detto:

    Cosa vuol dire “si chieda”?
    L’Associazione si è attivata in tal senso?

  3. Bruno ha detto:

    Nessuna risposta?