La difesa della Patria: un onore, un dovere e un diritto

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Quale legge ha maggiore autorità di quella che dà legittimità, quando viene scritta e votata dalla stragrande maggioranza delle persone che la promulgano per se stessi, per il proprio benessere, per affermare il proprio presente e per proteggere il futuro dei propri figli?

Quale criterio è in grado di schiacciare le argomentazioni della Costituzione della Repubblica, o di annullare i diritti offerti ai cittadini dal grande documento del Paese, quando ogni parola, posta nelle sue righe, è stata ragionata, proposta, discussa e sostenuta nella più ampia e attiva partecipazione del popolo autentico; quell’esercizio congiunto che mescolava la perizia del giurista con l’acutezza innata del contadino, l’impulso dello studente e la visione analitica dell’accademico, il pragmatismo del lavoratore e i possibili scenari previsti dall’intellettuale?

La nazione indipendente, però, è il più grande patrimonio, e le modalità scelte per spingerla verso il progresso, e preservarla così com’è, libera e sovrana, sono garantite anche dalla Costituzione, che ha approvato oltre l’86% dei cubani qualificati, formatisi come popolo in un’Assemblea Costituente, incaricata di convertire i suoi dettami in Legge, come questa, che definisce il sacro e l’intoccabile:

ARTICOLO 4

  • La difesa della patria socialista è il più grande onore e il dovere supremo di ogni cubano.
  • Il tradimento contro la patria è il più grave dei crimini, e chi lo commette è soggetto alle sanzioni più severe.
  • Il sistema socialista approvato in questa Costituzione è irrevocabile.
  • I cittadini hanno il diritto di combattere con tutti i mezzi, compresa la lotta armata, quando non è possibile alcun altro ricorso, contro chiunque cerchi di rovesciare l’ordine politico, sociale ed economico stabilito da questa Costituzione.

Fonte: Granma

Traduzione: italiacuba.it

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