Salviamo Cuba: Vuoi il dialogo? Rimuovere il blocco

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Volete il dialogo? Dialoghiamo! Condizione sine qua non: eliminare il blocco degli Yankee a Cuba. Non sono disposto a dialogare con nessun cubano che sostiene la guerra criminale di oltre 60 anni fa contro Cuba.

È come se i poliziotti assassini di George Floyd gli chiedessero di dialogare! Poteva solo sussurrare che non riesco a respirare! E il suo epico sussurro ha raggiunto il mondo e ha commosso quasi tutti, tranne il Presidente del criminale che si dice sia un rapper, e che in un atteggiamento disgustoso, meschino e atroce ha gridato: il mio Presidente è Trump tueni tueni tueni! Questo mi ricorda uno schiavo nero che grida al suo padrone di dargli più frustate!

E questo è l’eroe del movimento di San Isidro, per il quale il coro guidato dagli Stati Uniti, accompagnato dall’Occidente, grida e vuole condannare il mio Paese.

Quindi non conoscete le Brigate Henry Reeve, le chiamate schiave e lo schiavo spietato viene chiamato eroe? È così che va il mondo?

Ebbene, che lo condannino, perché come ha detto Fidel nel processo per l’Assalto alla Caserma Moncada, la storia assolverà anche Cuba!

Se si consumasse la campagna di vessazioni e demolizioni contro Cuba, tutti gli artisti che si sono prestati a questa vile manovra, che chiamano sibillinamente un colpo morbido e che chiamano Movimento di San Isidro, cadrebbero per sempre nella categoria dei traditori della stragrande maggioranza del popolo cubano!

Oggi, quando il governo e l’intero popolo si preparano ad apportare profondi cambiamenti al funzionamento dell’economia del Paese. Quando in parallelo continua la lotta tenace contro la pandemia. Quando vengono prese le misure necessarie per riaprire il paese al turismo e all’attività economica. Quando sono state appena adottate misure per affrontare il brutale uragano che ha colpito l’arcipelago.

Nel bel mezzo delle circa cento misure omicide adottate dal nazista della Casa Bianca, che sta dando le sue ultime rivendicazioni che si presume siano pericolose.

Con tutto questo accumulo di circostanze complesse e quando molti cubani hanno sospirato quando hanno visto che gli 80 milioni di voti per il meno “cattivo”  supponevano un leggero sollievo dalle vessazioni mortali che incombono sul paese! Proprio ora lo spettacolo viene messo in scena e un presunto dialogo viene invocato con un ricatto preparato con cura dai think tank yankee.

Beh, non riusciranno a passare! Dovremo salvare i vecchi slogan con le nuove piattaforme.

Non è che Cuba lo sarà, è che Cuba è già un’eterna Baraguá. E questo è per gli ingenui, i confusi, i convinti, i pacifici e i violenti, quelli dei colpi morbidi e duri.

Questo va anche contro i corrotti, contro i funzionari che, dalle organizzazioni, rendono difficile la vita alle persone e bloccano i provvedimenti presi dai vertici aziendali a braccia abbassate, va con i benestanti in posizione e che non vibrano al ritmo dei bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie.

Questo va contro i corrotti, contro i funzionari che, dalle organizzazioni, rendono difficile la vita alle persone e bloccano con le loro braccia cadenti le misure prese dai vertici aziendali, va contro coloro che sono benestanti in posizioni e che non vibrano al ritmo delle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie.

Il popolo cubano sa che mantenere la libertà raggiunta nel 1959, ma per la quale ha combattuto dal 1868, costa e costerà, ma noi siamo un popolo sacrificale ed eroico. Siamo tutti convocati in questo dialogo e in questa battaglia. Cubani dall’interno e dall’esterno, i nuovi pini e i vecchi pini. Cuba Salva, Cubani Salviamo Cuba!

di Rolando Inerárity, Master in Big Data e Business Analytics

Fonte: Cubainformación

Traduzione: italiacuba.it

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