Il mondo condanna la qualifica ipocrita e cinica di Cuba come sponsor statale del terrorismo

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L’annuncio fatto lunedì dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti di designare Cuba come Sponsor Statale del Terrorismo ha provocato un profondo rifiuto da parte della comunità internazionale.

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, ha sottolineato in un tweet che l’amministrazione di Donald Trump “intende minare il cammino della politica internazionale prima di uscire dalla porta di servizio della storia mondiale” e ha espresso il suo categorico rifiuto all'”inclusione della nostra Repubblica sorella di Cuba nella lista degli sponsor statali del terrorismo”.

Una dichiarazione del Ministero degli Esteri venezuelano ha fortemente smentito l’infelice intenzione dell’amministrazione uscente di Donald Trump. “Questa decisione riflette la manipolazione e l’uso politico e ideologico che Washington fa di un tema così delicato come la lotta contro il terrorismo, per promuovere la sua agenda di destabilizzazione e di aggressione continua contro il popolo e il governo di Cuba. E’ anche evidente l’intenzione di minare il percorso per rendere difficile al governo della Casa Bianca entrante di ricongiungersi al governo rivoluzionario di Cuba”, si legge nel messaggio.

Il segretario esecutivo dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America-Trattato di Commercio dei Popoli (ALBA-TCP), Sacha Llorenti, ha pubblicato sul suo account Twitter che “la decisione arbitraria del governo degli Stati Uniti non solo viola la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, ma è un affronto ai popoli del mondo”. Nel mezzo della pandemia e sotto un blocco criminale, Cuba invia medici e salva migliaia e migliaia di vite. Inoltre, ha aggiunto che se ci fosse un elenco dei Paesi che sponsorizzano la solidarietà e la vita, Cuba sarebbe al primo posto.

Da parte sua, l’ex consigliere dell’amministrazione Obama, Ben Rhodes, ha descritto la designazione in un tweet come “un tale pezzo di spazzatura politicizzata destinata a legare le mani ad un’amministrazione che dovrà voltare pagina fra dieci giorni” e ha aggiunto che “Cuba non è uno Stato sponsor del terrorismo”.

In precedenza, i senatori statunitensi Amy Klobuchar, Patrick Leahy, Ron Wyden, Chris Van Hollen, Jack Reed, Jeff Merkley, Sherrod Brown, Martin Heinrich e Tina Smith hanno inviato una lettera al Segretario di Stato Michael Pompeo il 7 gennaio, esprimendo la loro preoccupazione per questa possibile decisione, senza consultazione e revisione formale da parte del Congresso.

Altre organizzazioni e personalità in tutto il mondo hanno espresso il loro rifiuto della decisione dell’amministrazione Trump contro le Grandi Antille.

Fonte: Minrex

Traduzione: italiacuba.it

 

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