I senatori della mafia anti-cubana negli Stati Uniti riaffermano il loro sostegno ai mercenari a Cuba

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Un rapporto pubblicato dal sito web controrivoluzionario Diario de Cuba riferisce di una risoluzione bipartisan presentata questo martedì al Senato degli Stati Uniti dai legislatori Bob Menendez, Marco Rubio, Richard Durbin e Ben Cardin, che esprime solidarietà con i membri del cosiddetto Movimento di San Isidro e chiede alle autorità cubane di avviare un processo di dialogo con gli artisti indipendenti.

Il testo, citato dalla stessa pubblicazione, chiede anche la liberazione del rapper Denis Solis, la fine della repressione contro gli artisti cubani e l’immediata abrogazione dei decreti 349 e 370 e di altre leggi e regolamenti che violano la libertà di espressione sull’isola.

Secondo il documento, si condanna “l’aggressione del ministro cubano della Cultura, Alpidio Alonso, contro il reporter di DIARIO DE CUBA Mauricio Mendoza, hanno anche chiesto ai funzionari MINCULT “di astenersi dall’esercitare la violenza fisica e qualsiasi altro atto di repressione contro artisti e giornalisti cubani”.

Oltre a confermare le ripetute denunce della stampa cubana sul ruolo svolto dalla mafia anticubana nella creazione e nel sostegno finanziario dei cosiddetti movimenti che pretende di difendere, il documento presentato dai senatori anticubani l’ennesimo esempio del cinismo di rappresentanti più interessati agli affari di altri paesi che a quelli che riguardano realmente chi li ha eletti.

Di quale libertà d’espressione può parlare Marco Rubio quando lui, per soffocare Cuba con tutti i mezzi possibili, è stato l’artefice della creazione di liste che vietano agli artisti cubani di esibirsi negli Stati Uniti per il semplice fatto di non rinunciare ai legami che li legano alla loro patria.

Quale violenza, quando il rappresentante della Florida, ispiratore di una campagna di menzogne contro l’elezione di Joe Biden, figura, anche se ora insiste a negarlo, tra i principali incitatori dei fatti violenti che hanno avuto luogo il 6 gennaio al Campidoglio.

Invece di occuparsi delle fallimentari schermaglie mercenarie che sta cercando di fomentare a Cuba per ostacolare le relazioni USA-Cuba, Marco Rubio dovrebbe aggiungere il suo nome alle oltre 25.000 firme promosse da decine di organizzazioni civiche che, in questo momento, chiedono le dimissioni del suo collega Ted Cruz, accusato di essere complice del terrorismo interno.

Fonte: CubaSi

Traduzione: italiacuba.it

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Una risposta

  1. Alina Lopez ha detto:

    La solita “mafia” anticubana che non sanno più cosa inventarsi… Marco Rubio non è cubano, no è mai stato a Cuba, probabilmente non riuscirebbe nemmeno a trovare Cuba in la cartina geografica.