Diaz-Canel sottolinea l’eredità rivoluzionaria del padre della patria

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Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha sottolineato oggi l’eredità del Padre della Patria, Carlos Manuel de Céspedes, nel 147° anniversario della sua caduta in combattimento a San Lorenzo.

Attraverso una frase dell’Eroe Nazionale, José Martí, il Presidente della Repubblica di Cuba ha evocato nel suo profilo ufficiale di Twitter la traiettoria rivoluzionaria di chi fu il principale motore della Guerra dei Dieci Anni (1868-1878), il primo periodo di lotta armata del popolo cubano per la sua libertà.

“#27deFebrero, giorno cubano per andare alle essenze che ci ha lasciato in eredità Céspedes, che Martí ha descritto come “vulcano, tremendo e imperfetto, venuto dalle viscere della terra”, fino a diventare Padre della Patria. Noi siamo Cuba, noi siamo la continuità”, ha twittato il leader cubano.

Attraverso San Lorenzo, quell'”uomo di marmo” entrò nell’immortalità e, 147 anni dopo, ci guida ancora con la sua massima di vita, scritta in una lettera a sua moglie Ana de

Quesada: “Ho fatto quello che dovevo fare. Mi sono immolato davanti all’altare della mia patria nel tempio della legge. Nessun sangue sarà versato a Cuba a causa mia. La mia coscienza è molto chiara e aspetta il verdetto della storia”, sottolinea oggi la prima pagina del quotidiano Granma.

Carlos Manuel de Céspedes y del Castillo (18 aprile 1819 – 27 febbraio 1874), ricoprì il grado di maggior generale dell’esercito di liberazione e fu anche il primo presidente della Repubblica in armi, proclamata dopo la Costituzione di Guáimaro dell’aprile 1869.

Fonte: acn

Traduzione: italiacuba.it

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