Santiago di Cuba commemora il bombardamento del suo aeroporto 60 anni fa

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La città ricorda il bombardamento del suo aeroporto 60 anni fa come preludio all’invasione mercenaria contro Cuba, che ebbe luogo due giorni dopo nella Baia dei Porci, nella provincia occidentale di Matanzas.

Il giornalista Orlando Guevara, appassionato ricercatore di questioni storiche, evoca in un articolo quell’alba clamorosa, scossa dal rumore assordante di bombe, esplosioni e colpi di mitragliatrice.

Erano le 5:15 del mattino, ora locale, quando due aerei B26 da Puerto Cabezas, Nicaragua, iniziarono a sganciare il loro carico mortale sull’aerostazione in un’operazione ingannevole che confondeva, perché portavano le insegne della forza aerea rivoluzionaria, nota Guevara.

Con l’intenzione di distruggere la misera flotta a terra e disabilitare la pista dell’aeroporto Antonio Maceo, sottolinea il ricercatore, furono lanciati ordigni esplosivi da 100 libbre di fabbricazione statunitense e mitragliatrici calibro 50 colpirono le strutture.

Quattro feriti sono stati il risultato deplorevole dell’attacco, a cui si è aggiunta la distruzione di un numero uguale di aerei, tra cui un DC3 commerciale della Cubana de Aviación carbonizzato, di cui solo la zona con la bandiera cubana è rimasta intatta, indica il giornalista.

Un altro dei simboli elogiati nell’articolo è la ferita subita, 65 anni dopo la sua caduta in combattimento, dal maggior generale dell’Esercito di Liberazione Antonio Maceo, quando ricevette una pallottola nel petto del busto in bronzo eretto a sua eterna memoria nel luogo.

Ricorda che, ripresisi rapidamente dalla sorpresa e dall’inganno iniziale, i combattenti reagirono nel calore delle grida patriottiche e aprirono il fuoco contro gli aggressori, uno dei cui aerei fuggì in fiamme, seguito da un altro colpito dal fuoco difensivo.

Come la perdita più spiacevole della giornata, Guevara rievoca la morte del capitano d’aereo Orestes Acosta, che ore prima dell’attacco era decollato dall’aeroporto a bordo di un caccia in una missione di ricognizione a Baracoa e cadde in mare sulla via del ritorno.

Fonte: Prensa Latina

Traduzione: italiacuba.it

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