In ricordo di Roberto Foresti

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Sono 15 anni che è venuto a mancare Roberto che di cognome fa Foresti. In accordo con i familiari, compagni, gli amici e con l’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, è stato anche fatto un libro “Roberto”.

Fare un libro è stato obbligatorio per poter ricordare tutte le iniziative e le lotte che Roberto ha fatto nella sua purtroppo breve vita. Proviene da una famiglia comunista, quindi antifascista. Nella sua gioventù, la lotta di classe, l’antifascismo e l’internazionalismo per i giovani comunisti era il pane quotidiano.

Come si usa dire, cominciò presto e alla base del suo lottare vi era il quasi obbligo di sapere cosa fare e dire in qualsiasi occasione. E per far questo era d’obbligo studiare e conoscere il mondo ed i pericoli che si vivevano in quel periodo di “guerra fredda” contro il comunismo e le lotte di liberazione dal colonialismo e dall’imperialismo. Erano i tempi della guerra di liberazione del Viet-Nam che, dopo la sconfitta dei francesi, si ripropose contro gli Usa sino al 1975. Erano i momenti in cui a Cuba, alla guida del Comandante Fidel Castro, del Che e di Camilo Cienfuegos, si lottava per battere sia il dittatore amico dell’imperialismo e gli Usa che, dall’inizio del secolo, aveva occupato illegalmente all’est dell’isola la base di Guantanamo. Vinsero i Rivoluzionari che poco dopo, nell’aprile 1961, sconfissero la tentata invasione alla “baia dei porci” in sole 72 ore, l’imperialismo Usa complice e mandante dei controrivoluzionari.

Era il periodo del secondo assalto degli Usa a Cuba nel 1962, fase che è andata sotto il titolo della “crisi dei missili” dove, al grido “giù le mani da Cuba”, durante lo sciopero e la manifestazione indetta dalla CGIL di Milano morì investito da una Jeep della “celere” il giovane studente comunista Giovanni Ardizzone. Come era prevedibile i primi passi di Roberto furono l’impegno nel sindacato di classe: la CGIL nel settore elettrici.

Fece parte sia della Segreteria di Milano e del C.C. nazionale della FNLE-CGIL. In questo impegno sono note le iniziative e l’impegno per la liberazione della Palestina, per l’adozione a distanza della campagna “Salam ragazzi dell’Ulivo”, ma anche con la raccolta e spedizione di materiale per il Popolo Palestinese e per l’O.L.P. in lotta contro l’occupante Israele.

Partecipò anche alle lotte e manifestazioni del “Movimento Studentesco” e poi nel P.C.I. Anche in questa esperienza era tra i compagni che diedero vita alla Rivista “Interstampa”, assieme ai compagni che fondarono la Cooperativa “Aurora” dove, qualche anno dopo nacque il Circolo Culturale “Concetto Marchesi”.

Era anche il periodo della lotta vittoriosa nel luglio 1979 del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale del Nicaragua contro il solito dittatore pluriassassino sostenuto dai soliti Usa. Anche qui, assieme al sindacato ed ai compagni, divenne un grande attivista della campagna di solidarietà con il Nicaragua, contribuendo attivamente ad un progetto che riguardava la “Regione Speciale” di San Carlos, confinante con il Costa Rica, da dove partivano gli attacchi dei controrivoluzionari della “contras” contro gli “asientamentos”. Anche in questo caso la “contras” era finanziata con soldi Usa cavati anche con la vendita di contrabbando, proibita dalle legge Usa (la famosa crisi Iran-Contras che coinvolse il Presidente Reagan).

Il Progetto elaborato in accordo con le istituzioni nicaraguensi fu chiamato “RED RADIOS”. Serviva, in caso di attacco della “contras”, a queste fattorie di poter contattare e chiedere l’intervento dell’esercito rivoluzionario. Era un importante progetto che purtroppo naufragò quando il 25 febbraio 1990 vinse le elezioni la destra nicaraguense della UNO. Dopo il viaggio nel mese di marzo si rese conto dell’impossibilità di ultimare il progetto e, purtroppo, terminò in un nulla di fatto.

Era anche il periodo della crisi acuta che terminò con la fine dell’URSS. In quel periodo la svolta decisiva: la solidarietà e l’impegno passò dal Nicaragua a Cuba. Inizialmente con l’accordo di solidarietà e cooperazione tra il sindacato Elettrico CGIL e la UNE (Unione Nazionale di Elettricità) e successivamente, all’inizio del “periodo speciale”, con progetti e prodotti inizialmente finanziati per il Nicaragua. Ci si avvicinava anche alla fase della fine del PCI e la nascita del Partito della Rifondazione Comunista al quale il compagno Foresti aderì da subito.

Il resto è il suo grande contributo ed impegno all’interno dell’Associazione Nazionale, con progetti e “gemellaggi” tra Regioni italiane e Provincie cubane. Su proposta del grande Arnaldo “Cambiaghino”, all’epoca ancora Presidente nazionale dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, Roberto Foresti fu eletto Presidente al Congresso del 2001.

Dopo il primo mandato fu colpito improvvisamente da una grave incurabile malattia che pose fine alla sua vita il 28 aprile 2006 quasi in contemporanea con la partenza di un viaggio a Cuba per il 1° maggio organizzato dall’Associazione. Dopo questi brevi e forse confusi ricordi si capisce il perché è stato prodotto il libro “Roberto”, libro che per chi volesse saperne di più, è ancora disponibile presso la nostra Associazione Nazionale.

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

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2 risposte

  1. Alina Lopez ha detto:

    Honor a quien Honor merece.

  2. Enzo Pescatori ha detto:

    Grazie!!

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