Perù, riciclaggio di denaro e corruzione: chiesta custodia cautelare per Keiko Fujimori

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Dal non riuscire a varcare la soglia della Casa di Pizzarro (palazzo presidenziale del Perù) a varcare invece la soglia del carcere il passo è stato breve per la candidata della destra neoliberista Keiko Fujimori. Dopo aver perso l’elezione per una manciata di voti la figlia dell’ex dittatore Alberto Fujimori si trova adesso a fronteggiare un’ordinanza di custodia cautelare arrivata per aver violato alcune regole di condotta stabilite dalla magistratura peruviana nell’ambito di un’inchiesta dove è accusata di riciclaggio di denaro e corruzione.

Il pm José Domingo Pérez ha chiesto questa mattina al giudice Víctor Zúñiga di sostituire le limitazioni che Keiko Fujimori ha dall’aprile 2020 con l’ordinanza di custodia cautelare dopo aver verificato che l’imputato per riciclaggio di denaro e altri reati ha violato le regole di condotta stabilite dalla magistratura nel contesto del caso Cocktails, riferisce il quotidiano peruviano ‘La República’.

Secondo la richiesta, alla quale ‘La República’ ha avuto accesso, la candidata presidenziale di Fuerza Popular ha violato le norme che la Seconda Camera d’Appello le ha imposto quando è stata rilasciata l’anno scorso.

Fujimori ha violato il divieto di comunicare con testimoni o co-imputati nel caso, tra cui l’ex deputato Miguel Torres, che ha accompagnato la candidata ieri sera in una conferenza stampa.

Nella sua richiesta, il pm Pérez ricorda come non sia la prima volta che Keiko Fujimori viola le regole: “L’imputata Keiko Fujimori Higuchi ha sistematicamente violato la regola di condotta di non comunicare con i testimoni”, cita il documento, sottolineando che la figlia dell’ex dittatore Alberto Fujimori era stata già esortata a seguire le regole a maggio e giugno 2020.

Il quotidiano peruviano precisa inoltre la richiesta della Procura si basa sul fatto che, quando furono imposte restrizioni a Keiko Fujimori nell’aprile 2020, la Seconda Camera d’Appello per la Criminalità Organizzata aveva indicato che tali norme dovevano essere rispettate “con l’avvertenza che tale provvedimento potesse essere revocato e disposta nuovamente la custodia cautelare su richiesta del Pubblico Ministero”.

A seguito di tale richiesta, il giudice della Quarta Corte di inchiesta preparatoria, Víctor Zúñiga Urday, dovrà convocare un’udienza nelle prossime ore per determinare se Keiko Fujimori, accusata di contributi illeciti alle sue campagne nel 2011 e 2016, potrà restare a piede libero o tornare in custodia cautelare.

Intanto mentre la figlia dell’ex dittatore peruviano accusa il maestro rurale Castillo di brogli l’inchiesta a suo carico continua. Venerdì scorso, il 4 di giugno, il giudice Zúñiga ha avviato formalmente la fase di controllo dell’accusa contro 42 soggetti coinvolti, tra cui Keiko Fujimori, nel caso Cocktails.

Questa è una fase immediatamente precedente all’inizio di un procedimento, ma che può richiedere più di un anno o due a causa della complessità del caso e in cui si discuterà quali prove, testimonianze o documenti possono essere discussi.

È il primo passo affinché sia discussa l’accusa del pm José Domingo Pérez in cui sono richiesti 30 anni di carcere per Keiko Fujimori, Jaime Yoshiyama e lo “zoccolo duro” dell’organizzazione criminale che sarebbe stata guidata dalla candidata alla presidenza con Pier Figari e Ana Herz.

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