Gli Stati Uniti “trafficano” con la verità mettendo Cuba nella lista nera

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L’obiettivo di includere Cuba in una tale lista ha un solo scopo: giustificare l’ostilità del governo degli Stati Uniti e le crescenti misure unilaterali di blocco e coercizione economica.

Fedeli alla loro politica aggressiva contro Cuba, gli Stati Uniti hanno deciso questo giovedì di mantenere la nostra nazione nella sua “lista nera” dei paesi che non stanno facendo abbastanza per combattere la tratta di esseri umani.

Il membro dell’Ufficio Politico e Ministro degli Affari Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, riguardo a questa nuova aggressione ha pubblicato su Twitter che le accuse del Segretario di Stato Blinken contro Cuba sul traffico di esseri umani sono disoneste e offendono il personale sanitario cubano.

Ripetono spudoratamente le bugie fabbricate durante l’amministrazione di Donald Trump per giustificare l’aggressione. Campione di corruzione politica, ha aggiunto il cancelliere.

In quanto calunniosa, nei termini più assoluti, il Ministero degli Affari Esteri ha respinto anche nel 2019 e 2020 questa inclusione diffamatoria e restrittiva.

Cuba mantiene una politica di “tolleranza zero” contro la tratta, basata su una strategia globale. Abbiamo inoltre un riconosciuto prestigio internazionale nell’attuazione del Piano d’azione nazionale per prevenire e combattere la tratta di persone e proteggere le vittime (2017-2020).

L’obiettivo di includere Cuba in tale lista ha un solo scopo: giustificare l’ostilità del governo degli Stati Uniti e le crescenti misure unilaterali di blocco e coercizione economica volte a deteriorare il livello di vita della popolazione, limitare i flussi finanziari verso il paese, ostacolare le forniture, danneggiare i processi produttivi e danneggiare i servizi sociali, ha pubblicato il Ministero degli Esteri cubano in un comunicato del 2019.

Cerca anche di diffamare la cooperazione medica internazionale che ha salvato o contribuito a salvare la vita di milioni di persone in più di 160 nazioni e che, soprattutto durante la pandemia, ha costituito il soccorso in circa 40 paesi.

La nuova lista degli Stati Uniti include Nicaragua, Venezuela e Cina, ed è completata da Afghanistan, Algeria, Myanmar, Comore, Eritrea, Guinea-Bissau, Iran, Repubblica Democratica Popolare di Corea del Nord, Malesia, Russia, Sudan del Sud, Siria e Turkmenistan.

Fonte: Granma

Traduzione: italiacuba.it

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