Miami. Cubani in difesa della Rivoluzione aggrediti dagli anticastristi e arrestati dalla polizia

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Le immagini dell’inviato Marcelo Sánchez da Miami per HispanTV sono eloquenti e smentiscono un altro luogo comune.

A Miami non ci sono solo esuli e dissidenti contro il governo cubano, ci sono anche patrioti che difendono il loro paese, la loro Rivoluzione, finiti sotto attacco dei prezzolati di Washington e della Polizia dello Stato della Florida.

In pratica, a Miami, se protesti a favore delle bombe, degli interventi militari e dell’embargo contro Cuba, sei il benvenuto. Ma se non sei d’accordo con l’interferenza militare o politica sull’isola, verrai arrestato e attaccato dalla polizia pure.

È così che una manifestazione pacifica per Cuba finisce per essere soffocata dalla violenza, dal fascismo e dalla complicità delle forze dell’ordine.

Ore prima, questo gruppo di giovani si è riunito nel centro della città in solidarietà con il popolo cubano e contro le misure economiche e politiche statunitensi nei confronti di Cuba. Immediatamente sono stati circondati e attaccati da una banda dei sedicneti dissidenti che fanno il paio con altri “democratici”, ovvero quelli che chiamavano “ribelli” in Siria

Incredibilmente, la polizia, invece di arrestare gli aggressori, ha arrestato gli aggrediti, con la massima violenza possibile. Ma il messaggio resta e con esso la volontà dei popoli per la loro autodeterminazione.

Emblematiche le testimonianze di alcuni manifestanti cubani contro i “dissidenti”: “Che amore puoi avere per la tua famiglia, per il tuo paese se ti batti per un’invasione straniera”.

In un’altra testimonianza, un cubano ricorda ch “se a questa gente importava del loro paese avrebbero manifestato con noi contro l’embargo e le sanzioni”.

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