Yulimar Rojas, una medaglia d’oro nel segno di Hugo Chavez

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La campionessa Yulimar Rojas, medaglia d’oro nel salto triplo con nuovo record mondiale, rappresenta gli atleti venezuelani che “in questi cinque anni atipici di ciclo olimpico, hanno dovuto affrontare avversità come la restrizione di accesso ad alcuni paesi. Tuttavia, la delegazione di atleti venezuelani non si è arresa alle sanzioni e ai blocchi, quindi stanno gareggiando a Tokyo 2020″.

Il deputato venezuelano del PSUV, Pedro Infante, ha così evidenziato le performance sportive degli atleti venezuelani ai giochi olimpici di Tokyo. Ha inoltre spiegato che la schermitrice olimpica, Alejandra Benítez non si è qualificata perché gli è stato negato l’ingresso in Canada in quanto membro del governo bolivariano del Venezuela, dove il Canada ha dimenticato che la Carta Olimpica stabilisce che non possono esserci discriminazioni di alcun tipo, compresa la discriminazione politica.

Ma non solo. “Ai nostri sollevatori di pesi è stato negato l’ingresso in Guatemala perché erano venezuelani, indipendentemente dalle loro condizioni di atleta e attraverso il ministero degli Esteri sono stati concessi passaporti di servizio, in modo che i ragazzi potessero competere ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, che hanno portato 2 medaglie d’argento, Keydomar Vallenilla e Julio Mayora”, ha evidenziato il deputato.

Il presidente, Nicolás Maduro, ha messo a disposizione di queste delegazioni l’aereo presidenziale in quanto paesi come Panama e Colombia hanno negato agli atleti il ??permesso di sorvolo e di conseguenza non hanno potuto essere presenti in alcune attività olimpiche.

L’importanza dello sport per Hugo Chavez

Nonostante le difficoltà e le restrizioni imposte dall’imperialismo al Venezuela anche in questo ambito, la Rivoluzione Bolivariana continua nel solco tracciato dal Comandante Hugo Chavez.

Il sostegno agli atleti faceva infatti parte delle politiche promosse dal leader rivoluzionario, ne è prova il contributo che ha dato agli atleti paralimpici durante il suo mandato, così come la crescita sportiva che il Venezuela ha avuto negli ultimi anni. Come mostrano i lusinghieri risultati della delegazione venezuelana a Tokyo.

Fedele amante dello sport, Chávez ha sempre dato grande importanza agli atleti con capacità ridotte, perché per lui la condizione fisica non è mai stata un impedimento. Ha mostrato a questi atleti che la voglia di vincere era un punto a favore per aggiungere premi e vittorie.

Nel 2014 la squadra paralimpica ha ottenuto il terzo posto nella prima edizione dei Giochi Para-Sudamericani 2014, ottenendo 34 medaglie d’oro, 24 d’argento e 21 di bronzo; ottenendo un totale di 79 medaglie.

Inoltre Chavez ha sempre fornito un immenso supporto ai talenti fin dalla tenera età e ha contribuito alla formazione sportiva nelle comunità con politiche statali che hanno consentito a far raggiungere una dimensione di massa in varie discipline in tutto il paese caraibico.

Il governo guidato dal Comandante bolivariano decretò anche l’istituzione di pensioni per i parenti degli atleti olimpici, sordi e paralimpici venezuelani.

Il grande soldato al servizio del popolo siglò più di 200 accordi di cooperazione internazionale nello sport, la Lega Bolivariana di Baseball, il Ministero del Potere Popolare per lo Sport, la Legge dello Sport e dell’Attività Fisica, l’Agenzia Bolivariana Antidoping e l’Università sportiva iberoamericana.

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