Cuba: democrazia o multipartitismo?

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Per ottenere che gli USA pongano fine al blocco contro Cuba e, per inciso, per accontentare la stampa mondiale, c’è chi consiglia l’Avana di accettare elezioni multipartitiche, secondo le richieste di Washington.

Ma va ricordato che gli USA non impongono sanzioni, blocchi e guerre ibride a causa dell’esistenza di un Partito Comunista al potere. In caso contrario, guardate Vietnam e Cina.

Né a paesi con dittature sanguinose. C’è il caso dell’Arabia Saudita.

Gli USA bloccano i paesi multipartitici, come il Venezuela. Ed ha partecipato alla destabilizzazione e alla caduta dei governi emersi da elezioni teoricamente “pluraliste”: Paraguay, Honduras, Bolivia…

Inoltre, la Legge Helms-Burton dice che sarà il presidente USA a dare l’approvazione al risultato di presunte “elezioni libere ” a Cuba, per togliere o meno il blocco a quel paese.

E un ulteriore dettaglio. Le suddette elezioni comporterebbero la previa abolizione dell’attuale Costituzione cubana, approvata con un referendum, appena due anni fa, dall’86,85% della popolazione.

Frutto, a sua volta, di un processo partecipativo di consultazione popolare, in 133mila assemblee, alle quali hanno preso parte quasi 9 milioni di persone, su un totale di 11,2.

Ma consultazione, dibattito, partecipazione… cosa hanno a che fare con la “democrazia” made in USA di cui Cuba ha bisogno?

Fonte: Cubainformación

Traduzione: cubainformazione.it

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