I portavoce dell’OEA: che brutta cosa!

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Diáz Canel ha dichiarato con forza che: «La menzione di Cuba fatta dal Presidente Lacalle denota la sua ignoranza della realtà» • «Il coraggio e la libertà del popolo cubano sono stati dimostrati per sei decenni di fronte all’aggressione e al blocco USA».

«Il neoliberismo, il monroismo e la OEA sono quello che ll presidente (Luis Lacalle (Pou), ha appena difeso qui», ha segnalato il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista e Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, chiedendo la parola per rispondere alle dichiarazioni del Presidente uruguaiano nel VI Vertice della Comunità degli Stati  Latinoamericani e Caraibici (CELAC), a Città del Messico.

Diáz Canel ha dichiarato con forza che: «La menzione di Cuba fatta dal Presidente Lacalle denota la sua ignoranza della realtà».

«Il coraggio e la libertà del popolo cubano sono stati dimostrati per sei decenni di fronte all’aggressione e al blocco degli Stati Uniti», ha sottolineato il Capo di Stato.

Díaz-Canel si trova in terra messicana da giovedì 16, ed ha partecipato alle celebrazioni per il 211º anniversario dell’inizio delle gesta indipendentiste del Messico, dov’è stato l’invitato d’onore del suo omologo Andrés Manuel López Obrador nella parata militare, e che poi ha guidato la delegazione cubana al VI Vertice della CELAC, che raggruppa 33 nazioni della regione e alla quale hanno partecipato 17 presidenti, tra i molti capi di delegazione.

Prima dell’attacco del Presidente dell’Uruguay contro Cuba, Venezuela e Nicaragua, Díaz-Canel gli aveva consigliato d’ascoltare il suo popolo che e ha raccolto più di 700000 firme contro la Legge Urgente «che lei ha imposto e che ha cambiato le condizioni per aggiustare i prezzi dei combustibili, gli sfratti, per diminuire il ruolo delle imprese pubbliche e modificare il processo penale».

«In realtà il suo è stato – ha aggiunto il mandatario cubano – un pacchetto o un fascio di dichiarazioni neoliberali. Con il neoliberalismo — ha ricordato— quello che si è moltiplicato sono l’instabilità, la speculazione, il debito estero, lo scambio disuguale, le crisi finanziarie più frequenti, la povertà, la disuguaglianza…, e «un abisso tra il nord opulento e il sud espropriato».

Díaz-Canel ha reiterato le sue denunce contro la OSA, che è sempre stata un’organizzazione al servizio degli Stati Uniti, che ha appoggiato i tentativi d’isolamento di Cuba, gli interventi militari in America Latina e nei Caraibi; i colpi di Stato, le dittature militari e anche nel suo paese – ha detto guardando Lacalle- gli Stati Uniti  hanno realizzato un disegno per il contenimento della resistenza dei popoli di Nuestra América.

«La OEA – ha continuato – è stata zitta mentre si torturava nella nostra regione e nel suo paese.

La OEA tace oggi quando si reprime, si assassina e scompaiono latinoamericani. E non è a Cuba che accadono questi fatti.

È la  OEA – ha aggiunto – quella che ha un impresentabile Segretario Generale, che ha contribuito, partecipato e appoggiato il colpo di Stato al governo della Bolivia nel 2019.

SCHIAMAZZI «AMERICANI»

Nel suo discorso nel VI Vertice della CELAC, il Presidente dell’Uruguay ha detto che partecipare a questo Forum, non significa essere compiacenti. E con il debito rispetto quando uno vede che in determinati paesi non c’è una democrazia piena, quando  non si rispetta la separazione dei poteri, quando si utilizza l’apparato repressore per far tacer le proteste, quando si mettono in carcere gli oppositori, quando non si rispettano i diritti umani, noi, con voce tranquilla ma ferma, dobbiamo dire con preoccupazione che vediamo gravemente quello che avviene a Cuba, Nicaragua e Venezuela».

Sulla OSA ha sostenuto che si possono criticare «aspetti» del suo maneggio ma non l’organismo in sé.

La voce aperta (sarà stata sollecitata da Washington?) di Lacalle Pou a favore dei poteri egemonici e del neoliberalismo più  perverso, contro Cuba, Nicaragua e Venezuela, è stata affrontata anche da Nicolás Maduro, che ha chiesto di «superare la pagina del divisionismo inserito in América Latina, il maltrattamento della Rivoluzione bolivariana e ora le aggressioni alla Rivoluzione cubana e alla Rivoluzione nicaraguense».

Ricordando che quest’anno ci saranno le elezioni in Venezuela, il Presidente costituzionale della nazione bolivariana ha detto: «Scelga lei, Presidente Lacalle, la data e il luogo per un dibattito.

Il Venezuela è pronto per dibattere di democrazia, di libertà, di resistenza, di rivoluzione e di quello che va dibattuto».

E ha aggiunto: «È chiaro che c’è una contraddizione, presidente Lacalle, tra la OEA e la CELAC. America per gli americani che ci considerano il cortile posteriore, questo segue intatto, segue così, al di là di quello che oggi si può dire. E la CELAC, ha affermato  Maduro, è il nostro cammino».

Fonte: Granma

Traduzione: cubainformazione.it

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