“Siamo liberi e sovrani”, il Venezuela respinge le manovre UE sulle elezioni

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Alle consuete manovre di disturbo e interferenza dell’Unione Europea il Venezuela risponde ribadendo la propria autonomia e sovranità. Concetti che forse nella vecchia Europa sono divenuti sconosciuti.

Il presidente del Consiglio Nazionale Elettorale, Pedro Calzadilla, attraverso una dichiarazione ha denunciato l’ingerenza e l’interventismo manifestati nel discorso dell’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea (UE), Josep Borrell, in un discorso dove dimostra il suo pregiudizio politico riguardo la partecipazione alla missione di osservazione elettorale dell’Unione Europea.

“Il potere elettorale denuncia l’atteggiamento d’ingerenza delle dichiarazioni rilasciate” dall’alto funzionario, così si legge in un comunicato reso pubblico dal CNE in risposta alle parole di Borrell.

La dichiarazione sottolinea la gravità delle parole dell’alto funzionario quando ha affermato che la Missione verrà in Venezuela per “accompagnare un pregiudizio politico” e che il suo rapporto si sarebbe incaricato di “legittimare o delegittimare” il governo venezuelano.

L’autorità elettorale bolivariana ha ricordato che lo stesso Borrell era uno degli incaricati di accettare la formazione della commissione che si sta già preparando ad essere insediata nel Paese latinoamericano.

Le dichiarazioni di Borrell, prosegue il testo, “ignorano i diritti della nazione venezuelana, in particolare la sovranità, la libertà e l’autodeterminazione” e allo stesso modo, ha proseguito, “rappresentano una violazione del numero 4 dell’accordo”, firmato tra l’autorità del Venezuela e la delegazione dell’UE.

Il CNE ha ricordato al funzionario del vecchio continente che il Paese latinoamericano sta attraversando un momento importante in cui si ricerca in modo legittimo e democratico la stabilizzazione politica del paese.

Probabilmente Bruxelles lavora proprio per questo: evitare che avvenga una stabilizzazione politica a Caracas, in modo da poter continuare sulla strada del golpismo e delle sanzioni. L’unico modo per rovesciare il governo bolivariano. Più volte è stato constatato che l’opposizione venezuelana non gode di alcuna credibilità tra gli stessi venezuelani e non è in grado di sconfiggere il PSUV sul terreno democratico.

L’osservazione elettorale, ha sottolineato il CNE, “deriva dai poteri costituzionali e legali del Potere Elettorale in stretta aderenza ai principi di autodeterminazione, sovranità, autodeterminazione e indipendenza dello Stato venezuelano”.

Infine, il documento ribadisce, ove mai ve ne fosse ancora bisogno, la volontà del governo del Paese latinoamericano di conformarsi alle norme costituzionali e afferma che la legittimità del processo è data dai venezuelani che vi parteciperanno senza accettare alcuna ingerenza straniera.

Ma quest’ultimo è forse un concetto alieno alle pratiche politiche in vigore in quel di Bruxelles.

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