Aleida Guevara: Iran, Libano e Siria unici paesi del Medio Oriente che difendono la causa palestinese

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Aleida Guevara, figlia del comandante rivoluzionario argentino Ernesto Che Guevara, ha rilasciato un’intervista esclusiva alla catena libanese Al-Mayadeen , in occasione del 54esimo anniversario della cattura e del successivo assassinio di suo padre da parte delle truppe boliviane.

Nell’intervista, alcuni dei cui estratti sono stati pubblicati ieri, Aleida ha ricordato l’amore di suo padre per la Palestina, che visitò nel 1959. “Mio padre è sempre stato dalla parte delle nazioni oppresse”, ha detto.

Ha notato che sia lei che suo padre considerano la Palestina non solo una nazione storica ma una causa importante, poiché ha contrastato il piano di Israele di colonizzare non solo il territorio palestinese, ma tutta l’Asia occidentale.

Ha ribadito che Iran, Libano e Siria sono gli unici paesi dell’Asia occidentale che difendono attivamente la causa palestinese e mantengono una posizione retta nei confronti della nazione oppressa della Palestina.

Ha evidenziato la posizione di solidarietà di Cuba nei confronti della Palestina e ha spiegato che l’isola, pur avendo una grande distanza geografica dalla Palestina, ha rotto tutte le sue relazioni diplomatiche con Israele nel 1973 in solidarietà con il popolo palestinese.

Aleida ha sottolineato che il popolo palestinese deve essere sostenuto a livello internazionale. “Dobbiamo combattere con loro fianco a fianco”, ha sottolineato e citando il motto del Che che “la solidarietà non è solo l’atto di alzare la voce, ma anche venire in aiuto dei nostri compagni quando hanno bisogno di noi”.

La figlia del Che elogia la fuga “eroica” dei 6 prigionieri palestinesi da un carcere israeliano

Riguardo ai sei prigionieri palestinesi evasi dal carcere di Gilboa, penitenziario di massima sicurezza del regime israeliano, il 6 settembre scorso, Aleida ha evidenziato l'”insolito eroismo” dei detenuti.

“Se vai nel sud del Libano, troverai resti di prigioni israeliane, dove puoi vedere con i tuoi occhi cosa significa una prigione israeliana, tanto meno una con misure di sicurezza estreme”, ha aggiunto.

Ha precisato che l’azione dei prigionieri dovrebbe essere applaudita e difesa data la natura storica della loro lotta, specialmente nelle disumane condizioni carcerarie di Israele.

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Una risposta

  1. Mario Franzil ha detto:

    Pur offrendo grande solidarietà ai Palestinesi per il trattamento subito dai coloni e dall’esercito israeliano, la strada per risolvere la situazione in Palestina non può che essere la diplomazia per giungere alla pace. Finora le pressioni sui governi israeliani non hanno ottenuto nulla e qui nei è la diplomazia che può far prevedere le due parti dal rifiuto a riprendere trattative di pace.

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