Indecenza

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Ricorrere all’offesa ed alla manipolazione crea abitudine, come certe sostanze, nelle file di coloro che in modo scoperto, ora senza mezze parole o prestidigitazioni avvocatesche, si dichiarano per sovvertire il sistema politico per il quale la stragrande maggioranza di noi cubani votiamo con assoluta libertà e conoscenza di causa.

Così hanno voluto ingannare nel caso di un presunto messaggio scritto da Silvio Rodríguez in cui incitava i giovani cubani a partecipare ad una convocazione antipatriottica, pubblicizzata in questi giorni.

Dopo aver chiarito che avevano estratto e al tempo stesso sviato fuori del contesto originale un frammento dell’intervista audiovisiva che Silvio ha concesso alla regista Raquel González cinque anni fa, il trovatore ha qualificato l’azione con queste parole: “Che bassezza, mancanza di decenza”

C’è realmente molta bassezza e indecenza in determinati circuiti. Youtoubers posizionati a Miami e dintorni, ben pagati dall’estrema destra radicata lì, lanciano imprecazioni e minacce contro giornalisti, artisti e intellettuali che vivono e lavorano sull’isola ed esprimono il desiderio che ci lascino vivere in pace.

Una nota e amata artista cubana la denigrano nel peggiore dei modi. Poiché non è possibile erodere il suo prestigio scenico, le accollano epiteti ripugnanti per sminuirla come essere umano.

Il giovane che conduce un programma televisivo in cui predomina l’argomentazione e prevale la sobrietà, un impresentabile personaggio dedito a incendiare le reti sociali lo minaccia di morte.

Un giornalista la cui pratica si è distinta per la sua sagacia e obiettività nell’esposizione dei temi del momento, qualcuno che aspira a diventare una sorta di Vaclav Havel tropicale cerca di portarlo al proprio mulino usando la favola di un’amicizia passata.

Tornando al caso di Silvio, non smette di essere curioso il fatto che alcuni dei manipolatori siano stati gli stessi che nei giorni scorsi, a seguito dei concerti del cantautore in Spagna, hanno cercato di boicottarlo e sottoporlo a una manifestazione di ripudio. Gli stessi che quando, nel gennaio 2020, uno di quelli che ha venduto la sua anima ha fatto un’appropriazione indebita e politicamente maliziosa di una delle più radicate e belle canzoni del trovatore, Ojalà, si sono rivoltati contro la sua risposta ferma e serena di questi: “È un deplorevole atto di parassitismo”

Nell’intervista di Raquel González con l’autore di Pequeña serenata diurna, Silvio ha detto, tra altro, le seguenti parole: “Penso che ciò che la Rivoluzione ha seminato, il processo rivoluzionario, sia molto difficile da rimuovere. Dovranno passare generazioni di un bombardamento di una cosa e ciò è impossibile. L’unica cosa che vedo come pericolosa è che, nelle sfere governative, tra coloro che dirigono il paese, s’intrufoli qualcuno, un plattista”. Valga un’annotazione: i plattisti, i neoplattisti, sono tra gli indicenti, bassi e manipolatore del tempo presente.

Fonte: Granma

Traduzione: cubainformazione.it

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