Cuba e il popolo degli Stati Uniti si capiscono con il linguaggio della pace

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Con le braccia alzate e scandendo lo slogan Cuba sì, blocco no, i membri della Carovana dei Pastori per la Pace, a Cuba da lunedì sera, hanno fatto il loro ingresso in città.

Alcuni, facendo il tipico gesto della mano sul petto, hanno detto frasi di incoraggiamento e sostegno alla gente che si è riunita per accoglierli nella Plaza de la Vigía, il luogo di fondazione della piccola città.

In un segno di reciprocità, Marietta Poey, vice-governatore del territorio, li ha ringraziati per “l’abbraccio di amore, amicizia e solidarietà” e ha detto che è stato un grande onore per la gente di Matanzas poter condividere con persone che hanno guadagnato a lungo la fiducia e l’ammirazione del popolo cubano.

A nome dei visitatori, Gail Walker ha ricevuto un’opera d’arte dell’artista Manuel Hernández, un mazzo di fiori e un tamburo batá, come simbolo dell’identità culturale di origine africana, con radici a Matanzas.

Carlos Emilio Ham Stanard, rettore del Seminario Evangelico Teologico di Matanzas, ha lodato la missione della carovana. “Siete Pastori per la Pace a lettere maiuscole… perché predicate la giustizia e costruite ponti di amicizia e solidarietà, al di là delle aggressioni”.

Da questo giovedì fino al 21, i 72 membri della carovana saranno in contatto con la gente di Matanzas. Visiteranno vari luoghi d’interesse e avranno l’opportunità di conoscere un pò di più la realtà di questa provincia.

Il nostro scopo finale è quello di rompere il blocco e raccontare al mondo tutte le cose buone che fa questo popolo, un esempio di resistenza, ha detto Gail Walker alla fine della cerimonia di benvenuto, segnata dall’affetto reciproco.

Fonte: Granma

Traduzione: italiacuba.it

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