L’ipocrisia a Cuba si scrive con….EFE

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La “marcia dell’opposizione” che prometteva di mobilitare tanta agente a Cuba, per il 15 novembre, è stata un fallimento assoluto. Non ci sono state proteste. Né “militarizzazione” del paese, spiegazione menzognera di agenzie e media che avevano promosso la marcia, con grande clamore, per più di un mese.

E che, dopo il fiasco, hanno continuato a promuovere una protesta che sarebbe proseguita – come avevano annunciato – fino al 27 novembre. Ma quel giorno è arrivato, e cosa è accaduto? Che hanno avuto luogo grandi marce, fino a centomila giovani, all’Avana e in altre città di Cuba. Ma a sostegno della Rivoluzione. E la stampa internazionale ha seguito il suo: parlando di alcune proteste che esistevano solo sui media e reti sociali.

Mentre ci parlavano di “repressione” sull’isola, senza una sola immagine della polizia picchiando persone, i media hanno continuato a dimenticarsi della Colombia dove, dagli Accordi di Pace, sono stati assassinati 1270 dirigenti sociali. O del Cile dove, dal 2019, l’azione dei Carabineros, in atti di protesta, ha provocato 56 morti e 460 gravi lesioni oculari.

Di tutta la stampa occidentale, quella spagnola si evidenziava per ipocrisia. Il quotidiano ABC diceva che la “repressione” a Cuba “si poteva odorare”. Sarà perché non si è potuta… vedere? Ciò che sì si è potuto vedere è stata la dura repressione della polizia spagnola, compresi autoblindo, contro lo sciopero dell’industria del metallo a Cadice. Che l’ABC ha qualificato come… “alterchi”.

Unanime è stata la denuncia, da media e governi europei, della cancellazione delle credenziali, per pochi giorni, al corrispondente all’Avana dell’agenzia pubblica spagnola EFE. Un’agenzia, tra l’altro, che non ha mai informato sulla sospensione delle credenziali e altri atti ostili, negli USA, contro altri media pubblici, come Russia Today o l’iraniana Press TV. Né sulla recente espulsione dall’Honduras di Adriana Sivori e Carlos Montero, corrispondenti del canale anch’esso pubblico teleSUR. Adriana Sivori ha già sofferto, nel 2009, un sequestro da parte del governo di fatto in Honduras, dopo aver informato il mondo di un colpo di stato nascosto e insabbiato da media come EFE.

Agenzia che ha più volte denunciato gli “atti di ripudio”, a Cuba, contro alcuni artisti alleati del governo USA. Ma che non ha mai detto una parola sugli atti di ripudio, minacce, veti e cancellazione di concerti ad artisti cubani a Miami, per il peccato di non aver manifestato contro il governo di Cuba. È il caso di Buena Fe, Tony Ávila, Haila María Mompié… E altri che sono riusciti a revocare il veto in cambio di condannare pubblicamente il governo cubano: è il vergognoso mea culpa di Gente de Zona (, Descemer Bueno o Yulién Oviedo. Il silenzio dell’agenzia EFE su tutto questo avrà a che fare con il suo accordo di collaborazione con la municipalità di Miami, firmato nel 2014?

Ci raccontano dell’ingiusta espulsione di un professore cubano per motivi politici. Che lo raccontino ad Adrián Almazán, professore licenziato dall’Università di Deusto, nel Paese Basco, per le sue lezioni critiche sul capitalismo. E del cui caso non leggeremo una parola sulla stampa corporativa spagnola.

Come non leggeremo nulla sui fili che muovono le “spontanee” proteste a Cuba: 20 milioni di $ l’anno del governo USA, per finanziare 54 organizzazioni “anticastriste” e decine di media; borse di studio per dirigenti “dissidenti”, come Saily González; e un’entità, subordinata al Gruppo di Azione Politica della CIA, denominata “Internet Task Force for Cuba”, dedicata alla massiccia generazione di notizie false e al gonfiare artificiale della contestazione, attraverso migliaia di bot nelle reti sociali.

Sul Nuevo Herald di Miami hanno appena pubblicato un articolo che propone –leggiamo testualmente- “offrire addestramento militare e armi all’opposizione”, perché “la fine del regime cubano arriverà molto probabilmente come risultato di una opposizione violenta incoraggiata dall’aiuto militare USA”. Vi immaginate se sulla stampa cubana si chiedesse aiuto militare per rovesciare il regime USA? Immaginate… cosa accadrebbe.

Fonte: Cubainformación

Traduzione: cubainformazione.it

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