Sit-in a Miami chiede la fine del blocco statunitense di Cuba

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I membri del progetto Ponti d’Amore insieme agli amici di Cuba negli Stati Uniti hanno ribadito oggi la loro richiesta di porre fine al blocco che per più di sei decenni ha cercato di soffocare il popolo dell’isola.

L’attivista Carlos Lazo, coordinatore dell’iniziativa, ha detto a Prensa Latina che cubani-americani e americani si sono uniti in un sit-in a Miami per ricordare il momento in cui 60 anni fa il presidente democratico John F. Kennedy ha ufficializzato l’assedio unilaterale del paese caraibico.

Al canto di “Cuba sì, niente blocco”, i partecipanti alle manifestazioni della giornata hanno ribadito, come ha detto Lazo, che “stiamo lottando per il popolo cubano perché glielo dobbiamo”.

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Puentes de Amor è uno dei gruppi più attivi nell’ampio movimento per eliminare la politica ostile che è sopravvissuta a 11 amministrazioni della Casa Bianca, sia democratiche che repubblicane.

A dicembre, il professor Lazo si è recato in Italia per completare un pellegrinaggio che si è concluso in Vaticano da dove ha chiesto la fine di tutte le misure coercitive che causano sofferenza alle famiglie cubane.

Nel luglio dello scorso anno, i membri del progetto di solidarietà hanno anche camminato per più di 2.000 chilometri tra Miami e Washington, D.C., dopo di che si sono riuniti davanti al palazzo dell’esecutivo per chiedere che il presidente Joe Biden mantenga le promesse della sua campagna nel 2020.

Il democratico aveva affermato che se diventava presidente degli Stati Uniti avrebbe invertirtito le “sanzioni di Trump”, che durante il suo mandato (2017-2021) ha applicato 243 disposizioni che irrigidiscono il blocco su Cuba, più di 50 delle quali adottate all’epoca della pandemia di Covid-19.

Tuttavia, a più di un anno dal suo insediamento, Biden non ha rettificato la sua politica nei confronti di Cuba che, per i membri di Ponti d’Amore, significherebbe ritornare al percorso di normalizzazione delle relazioni iniziato nell’ultima fase della sua amministrazione da Barack Obama (2009-2017).

Il 3 febbraio 1960, attraverso l’ordine esecutivo 3447, Kennedy diede forza legale al blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba basato sul Trading with the Enemy Act del 1917, emanato contro l’ex impero tedesco e i suoi alleati prima dell’entrata degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale.

La misura era stata suggerita anni prima da Lester D. Mallory, allora vice segretario di Stato durante l’amministrazione Dwight Eisenhower (1953-1961).

Il 6 aprile 1960 scrisse un memorandum segreto che consigliava di privare Cuba “del denaro e dei rifornimenti, di ridurre le sue risorse finanziarie e i salari reali, di provocare la fame, la disperazione e il rovesciamento del governo”, una linea che rimane immutata sei decenni dopo.

È interessante notare che il 12 marzo 1996 un altro democratico, William Clinton, firmò la legge pubblica n. 104-114, il “Cuban Liberty and Democratic Solidarity Act (Libertad Act)”, noto come Helms-Burton, che codificò il blocco e rafforzò la sua portata extraterritoriale.

Fonte: Prensa Latina

Traduzione: italiacuba.it

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