Contro Cuba la guerra è totale

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Dato il fallimento della politica di guerra economica, commerciale e finanziaria imposta dagli USA 63 anni fa che, nonostante rendere molto difficile la vita al popolo cubano, non ha saputo smantellare il sistema socialista né disincantare i suoi abitanti, ora gli yankee si lanciano a fondo contro il turismo, per essere la principale fonte di ingressi, e più recentemente hanno avviato una guerra agli eventi culturali e contro gli artisti, per impedire che si conosca sul campo la vera Cuba e non quella fabbricata con il milionario finanziamento per campagne  comunicative che mentono sulla realtà.

Dall’anno scorso sono state esercitate forti pressioni contro artisti e intellettuali che intendono visitare la Perla delle Antille, minacciandoli di rescindere i loro contratti per esibizioni a Miami e contro le case discografiche.

Molti artisti cubani hanno sofferto di questa politica all’essere privati dei loro visti e della cancellazione dei concerti negli USA per non aver rilasciato dichiarazioni contro la Rivoluzione, ma ciò non è bastato alla mafia cubana con sede a Miami e hanno ampliato la guerra contro gli artisti internazionali.

La Biennale dell’Avana è una di quelle vittime, con la campagna e le pressioni che ha sviluppato, da Miami, l’agente della CIA Tania Brugueras, per impedirne il successo, influenzando anche importanti musicisti affinché non partecipassero al famoso Festival del Jazz dell’Avana, ma ha non ha dato risultati.

La più recente azione è far fallire il prossimo festival San Remo Music Awards che si terrà a Cuba, con la partecipazione di artisti cubani e stranieri, ricattando coloro che accettino di partecipare con la minaccia di chiudergli i contratti negli USA e in altri paesi europei.

Come risultato di tale linea d’azione nemica e della guerra mediatica condotta dalle reti sociali, finanziata con fondi federali yankee, i cantanti del duo spagnolo di musica pop flamenca Andy & Lucas, Álex Ubago, lo spagnolo Carlos Torres, come il messicano Kalimba, hanno annullato la loro partecipazione al San Remo Music Awards Fest all’Avana, con l’argomento del loro “rifiuto delle dittature militari, del loro sostegno alla libertà, del non appoggiare un regime che mette in prigione i bambini e affamare il suo popolo”, dichiarazioni che evidentemente hanno seguito un copione redatto dagli USA, per le loro simili linee di messaggio, di fronte al timore di perdere il contratto per prossimi concerti nella città di Miami.

Alcuni artisti dell’isola, invitati ad esibirsi nell’ambito del programma del Festival, tra cui il cantautore cubano Raúl Paz e la rapper Tel Mari, hanno declinato la partecipazione, adducendo che non sapevano di essere nel programma e che nessuno li aveva contattati.

Raúl Paz ha annunciato un concerto l’11 febbraio al Real Café Miami e Tel Mari è residente in Canada, dove lavora regolarmente, il che potrebbe essere il vero motivo per non perdere quei mercati, dopo che l’influencer Alexander Otaola ha dispiegato una crociata per attaccare gli artisti che partecipino al Festival. Due anni fa si è scagliato contro la cantante cubana Haila María Pompié, affinché le annullassero il visto USA e chiudessero i contratti per esibirsi a Miami.

Un’analoga campagna di attacchi è stata condotta contro il duo Gente de Zona e il cantante Decemer Bueno, per le loro esibizioni all’Avana, costringendoli a rilasciare dichiarazioni contro la Rivoluzione o avrebbero perso la possibilità di lavorare a Miami, visto il sostegno che Otaola ha da politici membri della mafia terroristica anticubana della Florida.

Non c’è dubbio, gli hanno torto il braccio ed è per questo che ora si rifiutano di esibirsi in detto Festival, perché dipendono dal mercato di Miami per le loro esibizioni e la commercializzazione dei loro dischi, vendendo le loro anime a coloro che sostengono le azioni terroristiche contro Cuba e intendono uccidere per fame e malattie il popolo cubano mediante il blocco economico, commerciale e finanziario, ripudiato da quasi tutto il mondo.

Come fanno questi artisti ad accettare di cantare a Miami, la capitale della mafia terrorista, che ospita famigerati assassini di persone innocenti a Cuba e in America Latina?

Non sanno che gli USA sono il paese che ha più bambini incarcerati a vita?

Non vogliono lavorare per il popolo cubano, tuttavia si esibiscono in quel paese dove, nel 1953, Joe Ligon, un bambino, fu condannato a due ergastoli e internato in un carcere per adulti per 68 anni. Inoltre, accettano di cantare negli USA, paese che da 43 anni tiene prigioniero in un carcere della Florida, Leonard Pelitier, indiano Sioux nativo degli USA, condannato a due ergastoli consecutivi, per due reati che non hanno mai potuto essere provati, essendo oggi il più vecchio prigioniero di coscienza in America, secondo Amnesty International.

Nelle carceri yankee ci sono 79 minori condannati all’ergastolo, cosa che non menziona Otaola né i media che attaccano ingiustamente Cuba per demonizzarla.

Dove hanno lasciato la loro coscienza coloro che si esibiranno nel paese che assassina cittadini neri, solo per il colore della loro pelle, come il caso di George Floyd, a Minneapolis, maggio 2020 e Breonna Taylor, colpita dalla polizia nel Kentucky, mentre penetravano in casa sua, senza prima bussare alla porta, tra tanti altri cittadini che hanno perso la vita a causa della brutale repressione della polizia yankee?

Perché non rilasciano dichiarazioni contro l’azione della polizia a Minneapolis che, nelle prime ore del 2 febbraio 2022, senza mandato di perquisizione, ha violentemente perquisito l’appartamento di un uomo di colore, sparandogli a morte quando è uscito dalla sua camera da letto con un’arma in mano, presumendo che fossero ladri?

I tanto preoccupati cantanti spagnoli, messicani e cubani, per la situazione a Cuba, non sanno che lo scorso 8 ottobre 2021 la California Highway Patrol ha ucciso a colpi di arma da fuoco il giovane Leonel Chávez, di origine latina, che era disarmato e ha collaborato con quegli agenti quando hanno fermato la sua auto?

Canteranno negli USA nonostante la polizia yankee di Dayton, Ohio, lo scorso ottobre 2021, ha estratto a forza dalla sua auto e trascinato violentemente un uomo di colore paraplegico durante un controllo del traffico?

Dovrebbero sapere che questo fatto è stato denunciato davanti alla National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) dopo che un video ha mostrato ai poliziotti che lo tiravano fuori dalla sua auto per i capelli e le braccia in modo brutale.

Non c’è niente di meglio di un giorno dopo l’altro. La vita si incaricherà di dimostrare la verità e la dignità di un popolo, che soffre sanzioni per non vendersi agli yankee.

Saggio José Martí nell’affermare: “Sono alcuni i venduti e molti i venali; ma con uno sbuffo dell’onore può respingere coloro che, per abitudine di gregge o per appetito di lenticchie, lasciano le file non appena sentono la frusta che li chiama”.

Fonte: El Heraldo Cubano

Traduzione:

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Una risposta

  1. Marco Rognoni ha detto:

    Eccezionale questo articolo, complimenti a chi lo ha pubblicato, anche se è triste e drammatico il lungo elenco di attacchi contro Cuba e il suo popolo, oltre alla normalità del fatto che gran parte arrivano dalla famigerata mafia Cubana di Miami, non sorprende come in questi attacchi ci mettano le loro sporche mani agenti della CIA che notoriamente sono fra i peggiori se non i peggiori criminali al mondo che in nome di una presunta difesa degli U.S.A ha commesso i peggiori crimini e ha fomentato guerre insurrezioni violente sempre con gli stessi metodi… e ora si sporcano le mani nell’ossessione Americana di rovesciare il governo Cubano così da poter liberamente inoculare nel popolo Cubano il veleno del capitalismo che dopo aver contaminato la maggior parte dei governi mondiali soffecherebbe così l’eroica resistenza a questa piaga da parte del glorioso popolo di Cuba.
    Con il cuore addolorato per il perpetrarsi di questi criminali attacchi non posso fare altro che abbracciare i nostri fratelli Cubani promettendo di rimanere al loro fianco in questa impari guerra…