L’Europa col cappello in mano

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Condividiamo l’interessante intervista a Manu Pineda del giornalista @FabrizioCasari, in cui l’eurodeputato condivide la sua visione sull’attuale panorama globale ed europeo.

Militante del Partito Comunista spagnolo e di Izquierda Unida, deputato europeo per la coalizione spagnola Unidos Podemos Cambiar Europa, presidente della delegazione di Strasburgo per le relazioni con la Palestina e dell’Assemblea europarlamentare con i rapporti con l’America Latina, Manuel Piñeda è certamente una figura riconosciuta nell’ambito della sinistra spagnola ed europea. Un suo passaggio a Roma ha permesso di intervistarlo sulla dinamica di questi ultimi anni dell’Europarlamento, divenuto ormai terra ostile per ogni processo di autonomia e sovranità nazionale in America Latina, mentre risulta ininfluente sullo scenario politico generale.

L’Europa sembra il grande assente del gioco politico mondiale in questo momento

Non sarei in grado di dirti se più assente, penso piuttosto che stia giocando un ruolo che non dovrebbe svolgere. L’Europa potrebbe avere un ruolo di mediatore, di ponte, un ruolo più neutrale, scommettendo su un mondo multilaterale, purtroppo non è quello che sta accadendo. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’Europa sta svolgendo un ruolo di maggiordomo. Direi che gli Stati Uniti mirano e l’Unione europea spara, e lo vediamo in innumerevoli occasioni. Abbiamo avuto l’opportunità di vederlo nei paesi fratelli dell’America Latina e dei Caraibi come il Nicaragua e il Venezuela, non tanto a Cuba. Fortunatamente per quanto riguarda Cuba, l’accordo di dialogo politico e di cooperazione è ancora mantenuto, anche se formalmente.

L’Unione europea dovrebbe difendere i diritti dei cittadini europei, cercando alleanze con paesi emergenti come Russia e Cina, che presto diventeranno la prima potenza economica del mondo; ma invece di scommettere sulla cooperazione con  la Cina, preferiscono svolgere il ruolo di truppe, burattini, lacchè degli Stati Uniti. Questa azione non aiuta né il prestigio della UE né le condizioni di vita dei suoi cittadini.

In un recente suo intervento, lei ha detto che non erano gli interessi dell’Unione europea.

Non lo sono. Ho molte discussioni con Borrell su questo tema, perché penso che non stia giocando il ruolo che dovrebbe svolgere. Lui, e io non voglio personalizzare in lui, come Alto Rappresentante per la politica estera, difende interessi che non sono propri dell’Unione Europea, sono interessi degli Stati Uniti al di sopra di quelli della nostra cittadinanza. Nella guerra in Ucraina, dove l’Unione europea è un avamposto, all’avanguardia in termini di sanzioni e rottura con la Russia, a pagare sono i cittadini dell’Unione europea. Sono alle stelle il prezzo del carburante, il del gas, dei prodotti di base, del cibo.

Si avvantaggiano gli Stati Uniti, in particolare l’industria degli armamenti, l’industria energetica e il settore primario americano stanno facendo i loro grandi affari con questa guerra.  La UE, purtroppo, agisce contro gli interessi dei nostri popoli. Avremo un brutto momento e gli Stati Uniti non fanno altro che organizzare guerre in diverse parti del mondo, ma sempre lontane dagli Stati Uniti. Quelli uccisi nelle guerre condotte dagli  Stati Uniti non sono americani nella maggior parte dei casi. Siriani, iracheni, libici; ora sono europei, ucraini e russi. Non abbiamo un’Unione europea che decide di opporsi all’impero, perché purtroppo il ruolo che dovrà svolgere sarà più marginale, più ridicolo, più irrilevante.

Von der Leyen, Borrell e Draghi, esponenti di spicco dell’Unione europea, sembrano impegnati a portare le ragioni di Washington a Bruxelles. più che le ragioni da Bruxelles a Washington. Si può dire che questa è la peggiore triade nella storia dell’Unione europea?

Penso che questa triade non segna le linee. Mi vedo costretto, e lo dico con tutto il dolore del cuore, a rimpiangere figure come la Merkel, di destra, ma che non si è lasciata calpestare dall’impero. Difendeva interessi che non erano quelli dei lavoratori, naturalmente, ma alla fine si rifiutava di renderci amministratori dell’impero. In questo momento l’unico che sta cercando di svolgere quel ruolo sembra Macron. Macron cerca di uscire da quel coro, da quel gregge di pecore, cerca di avere un discorso diverso. Ha recentemente continuato a difendere la linea diplomatica e politica per la risoluzione di questo conflitto.

Disgraziatamente il nuovo governo tedesco, socialdemocratico, verde, che guida la locomotiva europea, sfortunatamente è una sorta di bootlicker dell’impero.

La Merkel ha ricevuto molte pressioni per non attuare l’accordo Nord Stream 2 e le ha sopportate, questi si sono arresi alla prima spinta. Naturalmente, tutto questo è accompagnato da una macchina mediatica molto potente, ma sta anche attraversando tutte le linee rosse, sta impedendo l’accesso a informazioni alternative.  Ha tirato fuori dallo spazio virtuale, Sputnik, RT. Stanno sospendendo gli account sui social media di persone come quelle dell’ex ispettore delle Nazioni Unite in Iraq che ha recentemente messo in discussione alcune cose come il presunto massacro di Bucha dopo il ritiro russo. È ovvio che a Bucha è stato un montaggio mediatico. Un ispettore dell’ ONU lo denuncia e quello che fanno è cancellare i loro account Twitter. Chiunque confuti o argomenti contro il discorso dell’impero viene sospeso. L’intero sistema facilita uno scenario terribile, in cui le persone vengono portate a sostenere i loro carnefici.

C’è chi dice che l’Europa obbedisce agli Stati Uniti perché in Ucraina è in gioco il prestigio della NATO. In realtà, l’Europa sembra obbedire agli Stati Uniti soprattutto nell’area latinoamericana e questo prima dell’inizio della guerra. Da qualche tempo il Parlamento europeo e l’Unione europea rimproverano, minacciano, bloccano, sanzionano Cuba, Nicaragua e Venezuela. Non sembrerebbe avere molto a che fare con la sicurezza europea, ma piuttosto con una resa definitiva della leadership politica da parte dell’Unione europea verso gli Stati Uniti.

Sì, ma non solo in America Latina. Tu ti riferisci ai tre paesi che sono più attaccati in America Latina, ma non limitiamoci a questo. La politica estera dell’Unione europea è il problema, il Parlamento europeo, alla fine, è semplicemente un altoparlante; serve a fare rumore, per poco altro. Ma la  Commissione europea, il Consiglio europeo sono subordinati ai dettami della Casa Bianca con particolare enfasi in Nicaragua e Venezuela. Fino ad ora Borrell aveva sopportato tutte le pressioni del Parlamento europeo per rompere l’accordo di dialogo con Cuba che ora è congelato. Borrell ha fatto una dichiarazione in Parlamento, a mio parere patetica, dopo il primo dibattito che abbiamo avuto dopo l’attacco russo all’Ucraina: è venuto a dire che chi non viene dietro a noi è contro di noi, e noi saremo contro di lui. Hanno una visione coloniale, nostalgica di altri tempi, che alla fine oggi è solo subordinata all’impero: credono che i governi latinoamericani non possano decidere sovranamente le loro decisioni, ma devono seguire ciò che decide l’Unione europea.

Borrell sta in qualche modo mettendo da parte, se non sospendendo, l’accordo di cooperazione con Cuba. Hanno tentato di escludere il Nicaragua da EUROLAT, che è un’Assemblea interparlamentare  Latinoamericana ed europea, per non aver votato con la UE. Però non si limita all’America Latina: è rara una sessione del Parlamento in cui non vengano richieste o imposte sanzioni contro Cina e Russia. Alla Russia anche prima di questa guerra, per interferenza mediatica, per qualsiasi scusa ridicola, hanno sempre cercato di imporgli sanzioni. Quando la Cina, già esausta di insulti, sanzioni, disprezzo da parte dell’Unione europea, ha risposto imponendo sanzioni a 5 eurodeputati, limitando la loro capacità di recarsi in quel paese si sono lamentati denunciando la gravità della misura!

All’interno della politica estera, c’è il caso dell’agenzia farmacologica europea e il vaccino cubano: un vaccino con tutte le garanzie di sicurezza, non poteva essere commercializzato in Europa nonostante l’aiuto che i medici cubani ci hanno dato. Dunque prima ne riconosci il valore medico e poi ne boicotti i suoi prodotti?

In materia biofarmaceutica, Cuba è una potenza mondiale, direi la più grande potenza mondiale. Ha progressi che altri paesi sognano. Adesso tutto ruota intorno al Covid e ai vaccini, e Cuba, credo, è l’unico paese al mondo con 5 vaccini diversi. L’unico paese al mondo con un vaccino proteico che può essere somministrato ai bambini dai 2 anni. Ha un vaccino nasale che uccide il virus, il Mambisa. È un vaccino che non solo combatte il Covid una volta entrato nel corpo, ma che preso preventivamente, ne blocca l’accesso con un sistema di filtri che impediscono l’ingresso del virus attraverso naso e bocca. In questo momento il Covid oscura tutto, ma non è solo questo. Cuba ha un farmaco che previene decine di migliaia di amputazioni causate dal piede diabetico. Ha un farmaco recentemente rilasciato che impedisce l’avanzamento dell’Alzheimer: le facoltà che una persona malata ha perso non le recupera, ma le impedisce di continuare ad avanzare ai punti drammatici che conosciamo in cui una persona smette di ricordare il nome di suo figlio, o il suo stesso nome. Cuba ha una medicina che non chiamerei un vaccino contro il cancro del polmone perché non è una cosa preventiva che previene il cancro, ma che una volta che sei malato di cancro,  prolunga la vita e migliora la sua qualità. Bene, nessuno di questi farmaci, come innumerevoli altri, può godere della cittadinanza europea per ragioni politiche. Perché i leader, i governanti europei, ancora una volta stanno mettendo gli interessi degli Stati Uniti davanti agli interessi dei nostri popoli; per non inimicarsi gli Stati Uniti decidono di non dare accesso europeo a questi farmaci. Milioni di europei vedrebbero migliorare la loro qualità di vita se potessero usare questa medicina che impedisce all’Alzheimer di progredire o se potessero evitare le amputazioni.

Urge la revoca del blocco criminale e illegittimo che colpisce il popolo cubano da più di 60 anni. Per il popolo cubano e anche per i nostri popoli.

Lei è un eurodeputato spagnolo. Sembra che la Spagna sia stata incaricata di guidare gli interessi degli Stati Uniti nelle sue relazioni con l’America Latina, così come che a volte sembra che la destra spagnola sia quella che governa il gioco della politica estera della UE. È esagerato?

Non è esagerato, ma non lo limiterei a destra. E’ una visione coloniale. La Spagna ha il compito di stabilire la linea rispetto all’America Latina perché è ancora considerata in un rapporto con le sue ex colonie. Proprio come alla Francia si riconosce un ruolo verso i paesi francofoni, dell’Africa, del Libano, delle ex colonie francesi. E’ vero che la destra spagnola in quel caso del governo presieduto da Aznar, ha promosso la politica contro Cuba, poi fu Zapatero  a sollevarla.

Gli Stati Uniti non hanno particolare interesse a che sia la Spagna a guidare la UE in America Latina, gli interessa che sia servile con loro. Allo stesso tempo c’è una distorsione per cui la destra spagnola è la maggioranza nel Parlamento europeo ma nel governo spagnolo la sinistra è maggioranza, tra l’altro anche noi siamo al governo. Pedro Sánchez avrebbe preferito un governo di coalizione con la destra, ma la destra lo ha negato, e non ha avuto altra scelta che accettarci nel governo.  Ma ci ha come ospiti scomodi, ritengono che non dobbiamo essere al governo perché il governo corrisponde ai due partiti che l’hanno sempre avuto, come se fosse il loro patrimonio. Ecco che la distorsione, fino a quando questa guerra non è iniziata, non li ha fatti remare nella stessa direzione. Adesso con la scusa della guerra, sembra che tutto vada bene e che già il governo di Pedro Sánchez continuerà ad avanzare nella sua linea di servitù ai dettami di Biden che, arrivato dopo Trump, aveva generato aspettative. Ma Biden è molto di destra, è un politico all’interno del sistema mentre Trump è un politico esterno al sistema. Ma entrambi hanno gli stessi obiettivi, magari con percorsi diversi, ma gli stessi obiettivi. Inchinarsi a Trump era più scomodo, perché era maleducato, di cattivo gusto. Ma comunque non è che fossero ribelli con Trump.  Obbedivano, ma a malincuore.  Adesso non è così. Per il presidente del governo spagnolo e la maggioranza non è fastidioso seguire Biden.

Pensa che l’Unione Europea stia definitivamente  mettendo a rischio i presupposti su cui era nata?

Dipende dai budget. L’Unione Europea è nata come strumento neoliberista con due obiettivi: la scomparsa del settore pubblico e l’indebolimento degli Stati. Obiettivi raggiunti, dato che solo ciò che non è privatizzabile – polizia, giudici, esercito – rimane pubblico. Sanità e istruzione sono coperte sempre meno dallo Stato, il settore energetico, ferroviario, delle telecomunicazioni è privato in tutta Europa. Quando nacque la UE, erano settori pubblici.

Oltre al trasferimento del reddito dai lavoratori al grande capitale, la distanza sociale tra i lavoratori e l’oligarchia è aumentata. I ricchi sono più ricchi e i poveri più poveri. Rimossa la sovranità dei popoli: nei parlamenti nazionali abbiamo sempre meno capacità di decidere. Circa l’85% delle cose che ci riguardano provengono dalla UE, da organismi che non sono sotto alcun tipo di controllo democratico, come Consiglio europeo, Commissione Europea e Banca Centrale Europea che, ovviamente, non sono sotto alcun tipo di controllo democratico. Ai parlamenti nazionali resta la possibilità di legiferare su circa il 15 per cento delle materie, e anche su queste arrivano indicazioni UE.

Considero irriformabile la UE, una rete che nasce con obiettivi perversi.  su questi presupposti non si può creare niente altro. Serve progetto di integrazione regionale in cui sia rispettata la sovranità dei popoli e che promuova la cooperazione, l’integrazione  basata su approcci orizzontali, il rispetto della sovranità, l’indipendenza. Guardiamo l’ALBA-TCP. Non siamo nazionalisti, non vogliamo riempire l’Europa di frontiere. Non è questo l’obiettivo. L’obiettivo è un processo di integrazione regionale che sia al servizio dei popoli e non delle oligarchie.

di Fabrizio Casari

Fonte: altrenotizie

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Una risposta

  1. Marco Rognoni ha detto:

    Giustamente e ovviamente per la posizione politica che occupa chi è stato intervistato deve mantenere una certa correttezza nel descrivere l’ Unione Europea e Gli Stati Uniti di Biden… io però non mi sento legato a queste necessità…( Anche se ringrazio sentitamente ‘ intervistato una veritiera voce fuori dal coro ) Io mi permetto di riassumere in modo molto esplicito ciò che penso… e Definisco l’ Unione Europea come dei LECCACULO DEGLI AMERICANI, e Biden come UN FASCISTA OPPORTUNISTA RINCOGLIONITO alla guida di un GOVERNO CRIMINALE… IL GOVERNO USA. Grazie per le informazioni veritiere che abbiamo per mezzo dell’ Associazione di amicizia Italia-CUBA.