L’inflazione in Venezuela resta ancorata a una cifra

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Le conseguenze del Covid e della scellerata guerra economica lanciata dall’Occidente contro la Russia hanno provocato un aumento dell’inflazione a livello mondiale. L’aumento dei prezzi in alcuni paesi ha raggiunto vette inedite. In Germania, ad esempio, si registra il tasso più alto dagli anni seguenti alla seconda guerra mondiale.

Notizie di tenore contrario giungono invece dal Venezuela, paese negli ultimi anni colpito da un’iperinflazione, in gran parte indotta, che ha toccato cifre impressionanti.

Il Venezuela ha infatti registrato un’inflazione del 4,4% ad aprile, accumulando il 16,3% nel primo trimestre del 2022, secondo quanto riporta la Banca Centrale del Venezuela (BCV).

Secondo il rapporto BCV, il Paese ha registrato un’inflazione del 4,4% ad aprile, accumulando un’inflazione di 4,4 nei primi 3 mesi. Il dato più basso registrato ad aprile dal 2014.

Allo stesso modo, specifica che questa è l’ottava variazione mensile consecutiva di una singola cifra e, inoltre, diventa la terza seguita al di sotto del 5%; e il “più basso degli ultimi 73 mesi”.

 

L’Indice nazionale venezuelano dei prezzi al consumo (INPC), elaborato dalla Banca Centrale del Venezuela (BCV) e dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE), ha registrato ad aprile una variazione su base mensile del 4,4%, una cifra superiore dell’1,4% rispetto a marzo, ma significativamente inferiore al dato registrato ad aprile 2021, che si attestava al 24,6%.

Nel frattempo, la variazione interannuale (aprile 2021-aprile 2022) si è attestata al 222,3%; inferiore a quello registrato nel mese precedente del 284,4%.

Da dicembre dello scorso anno, il Venezuela è uscito ufficialmente dall’iperinflazione, dopo aver fatto registrare 12 mesi con un tasso inferiore al 50%.

A marzo, la Credit Suisse Global Investment Bank ha pubblicato un rapporto in cui stimava che la crescita del prodotto interno lordo (PIL) in Venezuela entro il 2022 sarebbe aumentata del 20%.

Secondo questi dati, ci sarà un aumento di 15,5 punti, passando dal 4,5% (come prevedevano nel loro precedente report) al 20% stimato in questo aggiornamento.

Insomma, mentre il mondo occidentale viene trascinato nell’emergenza dell’economia di guerra dall’accoppiata imperialista USA/Regno Unito, il Venezuela continua a percorrere la strada della normalizzazione.

Un risultato nient’affatto scontato dalla Rivoluzione Bolivariana che ha saputo opporre una strenua resistenza ai feroci attacchi portati dall’impero e ne è uscita vittoriosa, anche dal punto di vista economico, nonostante le draconiani sanzioni statunitensi contro Caracas.

Questo ci porta a riflettere sul fatto che la nuova configurazione multipolare del mondo ha reso meno efficace l’arma delle sanzioni che Washington utilizza per realizzare regime change in quei paesi che ritiene non allineati.

Fonte

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Una risposta

  1. Mario Franzil ha detto:

    Quanto contenuto nell’articolo lancia un messaggio di cauto ottimismo ed un augurio che le sanzioni vengano progressivamente tolte

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