L’economia cubana nel 2021 e le prospettive per il 2022 (parte seconda)

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II

La crisi economica internazionale, che si era già manifestata nel 2019, ha aumentato i suoi effetti su Cuba con l’epidemia di COVID 19 dall’inizio dello scorso anno, con impatti che si sono estesi fino al primo trimestre del 2022, sebbene si registri una graduale diminuzione del numero di pazienti colpiti e della mortalità registrata.

Pertanto, un insieme di fattori oggettivi ha rallentato la produzione e i servizi nel 2021 e un elemento chiave in questo senso è stata la recrudescenza della COVID 19, che ha iniziato a manifestarsi alla fine del 2020, ma che si è aggravata nella prima metà del 2021 con l’impatto massimo nell’agosto dello scorso anno, colpendo gravemente le persone e la loro capacità di lavorare, che ha avuto anche un impatto sull’aumento dei costi delle misure per il confronto diretto della malattia.

TABELLA 1.- RISULTATI DELL’EVOLUZIONE DEL COVID 19 A CUBA

L’analisi dei dati riportati nella tabella precedente mostra come la pandemia sia stata progressivamente messa sotto controllo grazie alla vaccinazione di massa della popolazione iniziata nella seconda metà del 2021, con un alto livello di recupero dei malati e una riduzione del tasso di mortalità dei casi.

Nel 2021, l’impatto del COVID 19 sull’attività economica e sociale è stato molto più negativo rispetto all’anno precedente. Nel fare il bilancio dell’anno, la malattia è costata al Paese circa 1,3 miliardi di pesos e 100 milioni di dollari di spese preventivate. D’altra parte, la spesa in valuta estera nel 2021 ha già raggiunto i 400 milioni di dollari e il bilancio statale ha dovuto assumere più di 19,7 miliardi di pesos per far fronte alla pandemia, secondo le ultime informazioni in materia.

Al momento, tutto sembra indicare che solo attraverso la vaccinazione di massa delle persone sarà possibile contenere la malattia e tornare gradualmente a una nuova normalità a partire dalla seconda metà del 2022.

In questo scenario negativo, non si può trascurare il fatto che 30.407 collaboratori cubani hanno combattuto contro la pandemia in 66 Paesi nel 2020 e molti hanno continuato a farlo nel 2021, con 57 brigate mediche cubane mobilitate appositamente contro la COVID in 40 Paesi o territori dall’inizio della pandemia.

III

Come conseguenza di quanto detto finora, nel 2021 la situazione dell’economia nazionale ha continuato a riflettere forti shock esterni dovuti alla crisi economica internazionale e al blocco degli Stati Uniti, così come le conseguenze della situazione sanitaria nel Paese e nel resto del mondo, nonostante gli sforzi compiuti per prevenirla.

La performance macroeconomica del Paese nel 2021 dovrebbe crescere del 6%. Di questo, si stimava preliminarmente che raggiungesse il 2%, anche se questo modesto tasso ha interrotto la tendenza negativa che ha portato a un calo del 13,1% del PIL e che si è protratta dal 2019 fino alla prima metà del 2021, iniziando una graduale ripresa, che si stima richiederà fino al 2024 per raggiungere nuovamente il livello del PIL del 2019.

In sintesi, i principali impatti sui vari settori dell’economia mostrano la seguente situazione alla fine del 2021.

In primo luogo, gli effetti maggiori si manifestano nel fatto che le importazioni che avrebbero dovuto garantire la continuità dell’andamento dell’economia nei primi mesi dell’anno a partire dalla fine del 2020 sono state ricevute solo al 60% di quanto previsto, a causa del fatto che i guadagni in valuta estera hanno raggiunto solo il 55% di quanto previsto per lo scorso anno 2020. Così, in quell’anno sono stati ricevuti 2.413 milioni di dollari in meno rispetto al 2019, mentre nella prima metà del 2021 i guadagni sono diminuiti – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – di 481 milioni di dollari. In altre parole, solo in 18 mesi sono stati incassati 2.894 milioni di dollari in meno rispetto al 2019.

La tabella 2 mostra l’enorme calo delle esportazioni (-20,5%) e delle importazioni (-7,6%) nel 2020. Nel 2021, le esportazioni hanno raggiunto circa 8.644 milioni di dollari – con una riduzione del -1,4% rispetto al 2020 – e si prevede una crescita del 9,8% nel 2022. Per quanto riguarda le importazioni – anche se non ci sono ancora dati ufficiali per il 2021 – si stima che le importazioni di beni siano diminuite dell’8,5% e si prevede una crescita del 6,4% nel 2022.

In secondo luogo, l’impatto della mancata ripresa del turismo internazionale ha già causato un calo del 69,1% dei visitatori nel 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con 573.944 turisti registrati alla fine del 2021, rispetto ai 1.856.000 del 2020. Già nel 2020 i ricavi del settore sono scesi a 1.152 milioni di dollari, con un calo del 56,4% rispetto al 2019 e la situazione è peggiorata nel 2021, con un ulteriore calo del 41,4%.

Con la situazione di un nuovo focolaio di pandemia che si prospetta all’inizio del 2022, si può prevedere una lenta ripresa del settore ai livelli pre-crisi, che dovrebbe essere raggiunta solo nel 2024. Le stime preliminari mostrano che il numero di visitatori previsto per il primo trimestre del 2022 non viene raggiunto. Questa proiezione solleva la necessità di rivedere il ritmo di costruzione di nuovi hotel, che nel 2022 dovrebbero assorbire il 24% del totale degli investimenti previsti dal Paese per quest’anno, tenendo conto della necessità di garantire un adeguato tasso di recupero degli investimenti.

In terzo luogo, il totale dei servizi esportati – principalmente servizi medici – ha raggiunto un valore di 6.767 milioni di dollari nel 2021 e si prevede una crescita del 7,3% per raggiungere 7.260 milioni di dollari nel 2022. Tuttavia, la cifra prevista per quest’anno è inferiore del 26,4% rispetto a quella raggiunta nel 2019.

In quarto luogo, le limitazioni alla produzione interna di petrolio e alle importazioni di carburante, tenendo conto delle difficoltà della produzione venezuelana – in gran parte dovute alle sanzioni e al blocco del governo statunitense – hanno avuto un impatto negativo su diverse produzioni. A questo proposito, è stato riferito che le importazioni di petrolio venezuelano a giugno sono state di soli 35.300 bpd, rispetto a una fornitura di 67.000 bpd a maggio, secondo i dati di PDVSA, mantenendo la sua instabilità nella seconda metà dell’anno. Tuttavia, secondo i dati dell’agenzia REUTER, le forniture di carburante venezuelano a Cuba sono aumentate alla fine dell’anno. Secondo previsioni non ufficiali, tuttavia, le forniture di carburante venezuelano a Cuba continueranno a essere instabili nella seconda metà dell’anno.

Tuttavia, le previsioni non ufficiali stimano che il Venezuela potrebbe produrre tra 950.000 e 1,4 milioni di barili al giorno entro il 2022. Allo stesso modo, le stime di crescita dell’economia venezuelana variano dall’1,5%, secondo il FMI, al 20%, secondo il Credit Suisse. Se questa ripresa avrà luogo, potrebbe migliorare l’approvvigionamento energetico del Paese nel breve termine.

L’impatto di questa serie di fattori – oltre alle maggiori conseguenze del blocco economico statunitense e agli effetti della pandemia – ha portato alla mancata realizzazione di diversi piani di produzione.

Ciononostante, sono proseguiti importanti investimenti. È il caso della produzione di energia elettrica, che nel corso dell’anno aggiungerà 400 MW alla capacità installata delle centrali termoelettriche del Paese. Allo stesso modo, la produzione di attrezzature mediche per affrontare la pandemia continua a ritmo sostenuto e i test dei vaccini prodotti a livello nazionale stanno procedendo con successo per garantire una produzione sufficiente, che consentirà l’immunizzazione totale della popolazione entro il 2022 e un livello più elevato di esportazioni di prodotti medici. In vista dell’aumento del numero di persone colpite dalla pandemia, il Paese sta facendo progressi anche nella produzione di vaccini.

Dato l’aumento delle spese imposte dalla pandemia e la prevista riduzione delle entrate fiscali, era prevedibile un aumento del deficit di bilancio, anche se una riduzione di circa 17 miliardi è registrata nel saldo negativo del bilancio 2021 a causa della mancata attuazione di un gruppo di altre spese. Secondo le stime, entro il 2022 il deficit fiscale dovrebbe essere ridotto a un livello pari al 13,1% del PIL. Allo stesso modo, le stime riflettono un calo significativo della favorevole bilancia commerciale che, pur rimanendo positiva, ha un impatto negativo sul saldo delle partite correnti, che dovrebbe migliorare nel 2022.

Per quanto riguarda le previsioni sul debito estero e il suo servizio, è necessario includere nell’analisi i risultati dei diversi processi di rinegoziazione intrapresi da giugno con il Club di Parigi e il loro impatto nel 2022. È inoltre necessario conoscere la situazione del debito commerciale a breve termine, che è fondamentale per garantire le importazioni cubane.

Infine, la stima delle riserve internazionali mostra un saldo di 2,56 miliardi di dollari in meno rispetto al 2019 e una riduzione di 4,8 miliardi di dollari negli ultimi cinque anni, che deve corrispondere alle enormi tensioni finanziarie che il Paese ha subito, soprattutto negli ultimi due anni, e all’emergente utilizzo di queste risorse.

TABELLA 2.- EVOLUZIONE DELL’ECONOMIA CUBANA 2019-2021 E PREVISIONI PER IL 2022

FUENTES: ONEI  Anuario Estadístico de Cuba 2020 (2021) www.onei.gob.cu , EIU Cuba Country Report March 2022 www.eiu.com y Cuba Country Risk Report October 2020 www.eiu.com “Díaz Canel: Potenciar lo enaltecedor y “combatir la burocracia, la mediocridad, el acomodamiento” Julio 3 2021 www.cubadebate.cu MEP “Principales Aspectos del Plan de la Economía Nacional 2022. Diciembre de 2021 www.mep.gob.cu y estimados del autor.

En síntesis, luego de un primer semestre en el que se registró una caída del 2% del PIB, la economía inició un gradual período de recuperación, donde un elemento fundamental lo constituyó el control de la pandemia, a partir de la inmunización masiva de la población con vacunas producto del desarrollo de la ciencia cubana. Estos resultados podían haber sido superiores si no se hubieran registrado presiones inflacionarias superiores a lo previsto, lo que se examinará a continuación.

En efecto, en el Consejo de Ministros de junio el ministro de Economía y Planificación destacaría que “Tenemos escasez de oferta, básicamente de alimentos y medicamentos; hay un crecimiento de los precios minoristas por encima de los niveles diseñados en la Tarea Ordenamiento; y se manifiestan fenómenos de especulación, reventa, acaparamiento, lo cual hace que los precios reales que paga la población superen los cálculos oficiales.”

(Continua)

Parte prima

Ultima parte

Fonte: cuba periodistas

Traduzione: italiacuba.it

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