Le idee che non potevano essere cancellate con le esclusioni

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Un fiasco di un Vertice senza Americhe, Cuba c’era anche se gli organizzatori hanno negato la sua presenza fisica, ma c’era e come, in una ventina di interventi che parlavano di esclusione, che per noi è anche un esempio guadagnato e riconosciuto dai duri anni di resistenza contro il potere egemonico degli Stati Uniti.

I media hanno parlato di catastrofe riferendosi a quanto accaduto nella città di Los Angeles, dove uno dei temi centrali è stata la migrazione verso il confine meridionale degli Stati Uniti, mentre i Paesi chiave su questo importante tema, tra cui Nicaragua – escluso dall’evento – Guatemala, El Salvador e Honduras, non hanno partecipato.

Poca credibilità ha assunto la sede di Los Angeles, nata contorta dalla mancanza di trasparenza generata da un cosiddetto Piano d’azione sulla salute e la resilienza delle Americhe fino al 2030 praticamente “dirottato” dagli Stati Uniti, e dove la principale nazione con risultati nel confronto con Covid – Cuba – è stata esclusa dal suo diritto di partecipare all’incontro, come è già noto.

Molto prima dell’inizio del fallito Vertice, gli esperti avevano avvertito quanto fosse ingiustificato e incoerente cercare di affrontare le sfide nel campo della salute nelle Americhe, tralasciando il nostro Paese, che è stato uno di quelli che ha pagato il maggior tributo alla cooperazione contro la pandemia al culmine del suo scontro e, con il contributo della scienza, ha ottenuto cinque candidati vaccini, due dei quali convertiti in vaccini, per contribuire a ridurre non solo il numero di morti ma anche il numero di infezioni per 100.000 abitanti.

Per gli organizzatori dell’incontro di Los Angeles, è un altro tremendo fiasco il fatto che, al termine dell’incontro, la maggioranza dei partecipanti sia concorde nel ritenere che il Vertice appena concluso sia stato oscuro, senza iniziative o soluzioni.

L’altra faccia della medaglia, il vero volto delle Americhe, è stato il Vertice dei Popoli che si è svolto in parallelo e che si è rivelato uno spazio inclusivo per riunire una diversità di voci dalle Americhe. La coalizione di oltre 225 movimenti sociali, gruppi comunitari, sindacati e gruppi culturali provenienti da tutte le Americhe ha marciato a Los Angeles contro il Summit delle esclusioni.

Voi siete la nostra voce. La Rivoluzione è sempre stata chiara: ovunque i governi ci neghino una voce, il popolo sarà lì a rappresentarci, a parlare a nostro nome”, ha detto il presidente cubano nel suo messaggio ai partecipanti al Vertice dei Popoli.

Nel nostro continente si ravviva il sentimento anti-imperialista e contro le annessioni, si rafforza il sentimento di unità in mezzo alla diversità, si fa strada la necessità di difendere l’indipendenza e la sovranità dei popoli. Martí, Chávez e Fidel sono stati in ognuna di queste aspirazioni e certezze.

Per questo motivo, e per il fiasco di un Vertice senza le Americhe, Cuba era presente, perché negli interventi e nelle richieste del Vertice dei Popoli sono stati sollevati l’esempio e il riconoscimento del nostro Paese, idee che non possono scomparire con le esclusioni. L’errato nome del Vertice delle Americhe è stato un totale fallimento.

Fonte: Radio Rebelde

Traduzione: @Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

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