Personalità mondiali chiedono a Biden di porre fine al blocco su Cuba

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Artisti, intellettuali, politici, scienziati, attivisti e leader religiosi hanno inviato oggi una lettera al Presidente degli Stati Uniti Joe Biden per chiedere la fine del blocco contro Cuba in seguito al devastante incendio dei depositi di carburante.

“Le sanzioni alimentano il fuoco”, affermano i firmatari della lettera, che includono l’intellettuale Noam Chomsky, il politico britannico Jeremy Corbyn, il musicista Roger Waters, la filosofa Judith Butler e l’afroamericano Cornel West, noto per la sua lotta per i diritti umani.

Nel testo, le personalità lanciano un appello pubblico urgente per respingere le politiche crudeli attuate dall’amministrazione di Donald Trump (2017-2021) che colpiscono il popolo cubano.

L’incidente nella zona industriale di Matanzas, a 100 chilometri da L’Avana, è il più grande nella storia di Cuba e arriva in un momento in cui l’isola sta attraversando una crisi energetica, che diventerà ancora più acuta con questa situazione, si legge nella lettera.

Il documento afferma inoltre che le risorse che il governo sarà costretto a dedicare alla risposta ai disastri avranno anche un impatto negativo sul benessere generale dei cubani, in mezzo alle oltre 200 misure coercitive imposte da Trump e ancora in vigore.

Nel messaggio a Biden si afferma che, nonostante le parole di cordoglio e l’offerta di consulenza tecnica, il governo statunitense ha fatto ben poco per aiutare il popolo cubano nel momento di maggior bisogno.

Anche se l’ambasciata statunitense a L’Avana ha chiarito che la legge autorizza enti e organizzazioni statunitensi a fornire soccorsi e risposte ai disastri, le misure dell’era Trump impediscono agli aiuti urgentemente necessari di raggiungere Cuba.

È inconcepibile, soprattutto durante un tragico incidente, bloccare le rimesse e l’utilizzo da parte di Cuba delle istituzioni finanziarie globali, necessarie per importare cibo e medicine”, si legge nella lettera pubblicata sulla piattaforma Let Cuba Live.

Chiedono a Washington di revocare tutte le sanzioni che impediscono a Cuba di ricevere, direttamente o indirettamente, aiuti medici, umanitari, ambientali o finanziari e sottolineano che ciò include la rimozione di Cuba dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo.

Finora quasi 30 personalità hanno firmato il documento in solidarietà con la nazione caraibica, i cui abitanti soffrono da venerdì 5 agosto per le conseguenze di una scarica elettrica che ha colpito un deposito di petrolio, provocando un grave incendio.

Forze combinate del Ministero degli Interni, delle Forze Armate Rivoluzionarie, della compagnia CubaPetróleo e dell’Istituto di Risorse Idrauliche, insieme a specialisti messicani e venezuelani, stanno lavorando intensamente per spegnere l’incendio.

Secondo le autorità, il governo cubano non ha rifiutato alcun aiuto per combattere le fiamme e avverte che “nel contesto di offerte sincere, le campagne per instillare odio e discredito non cessano”.

Fonte: Prensa Latina

Traduzione: italiacuba.it

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